Qui vive il 16,59% degli italiani, ma rappresentano oltre il 50% del territorio nazionale

Per la valorizzazione dei piccoli comuni 100 milioni di euro, la legge passa alla Camera

È nei borghi che viene prodotto il 93% delle Dop e degli Igp accanto al 79% dei vini più pregiati

[28 settembre 2016]

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Nei piccoli comuni sparsi ovunque lungo lo Stivale vivono 10 milioni di cittadini, il 16,59% della popolazione italiana, ma in questi luoghi è radicata una fetta assai più grande dell’identità nazionale. In Italia i piccoli comuni sono infatti 5.585 e rappresentano circa il 70% dei 7.998 comuni italiani, oltre il 50% del territorio nazionale. Per questo oggi «è una bella giornata per chi vuole bene all’Italia – dichiara Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera dei deputati – La Camera ha approvato all’unanimità la legge per la valorizzazione dei piccoli comuni di cui sono primo firmatario, un’opportunità per tutto il Paese per un’idea di sviluppo che punta sui territori e sulle comunità, che coniuga storia, cultura e  saperi tradizionali con l’innovazione, le nuove tecnologie e la green economy».

Nelle passate legislature per ben tre volte questa legge è stata varata dalla Camera e fermata poi in Senato, ma stavolta le cose potrebbero cambiare. «Mi auguro – sottolinea Realacci – che questa sia la volta buona e che si arrivi all’approvazione definitiva per l’Anno nazionale dei borghi indetto dal ministero dei Beni culturali per il 2017».

La legge sui piccoli comuni, riassume Realacci, propone misure per favorire la diffusione della banda larga, una dotazione dei servizi più razionale ed efficiente, itinerari di mobilità e turismo dolce, la promozione delle produzioni agroalimentari a filiera corta. Previsti anche semplificazioni per il recupero dei centri storici in abbandono o a rischio spopolamento da riconvertire in alberghi diffusi, opere di  manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole, l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico e interventi in favore dei cittadini residenti e delle attività produttive insediate nei centri minori. Per le aree oggi in condizioni di maggior difficoltà è previsto uno specifico stanziamento di 100 milioni per il periodo che va dal 2017 al 2023. Confluiranno tra le risorse previste dalla presente legge anche i 3 milioni stanziati dall’ultima legge di Stabilità per lo sviluppo dei cammini storici.

«Grazie alla legge che prevede misure per favorire il turismo di qualità e la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, ma anche la messa in sicurezza degli edifici pubblici e la manutenzione del territorio, si prospetta – commenta la presidente di Legambiente, Rossella Muroni –un nuovo futuro per tutte le piccole ma preziose realtà che custodiscono beni e saperi della tradizione ma anche alcune tra le più interessanti esperienze d’innovazione che ora potranno essere promosse e valorizzate a beneficio di tutta la comunità».

Da una parte le cronache quotidiane ci informano come purtroppo proprio nei piccoli comuni trovino linfa vitale cattiva politica e corruzione, dell’altra non mancano esempi opposti, tanto che il compianto presidente Ciampi definì questi borghi «un presidio di civiltà». Rappresentano in ogni caso l’anima più vera dell’Italia, con le eccellenze della tradizione: è nei piccoli comuni che viene prodotto il 93% delle Dop e degli Igp accanto al 79% dei vini più pregiati.

«I nostri 5.585 Piccoli Comuni  – conclude Realacci – non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro. Un’idea ambiziosa di Italia passa anche dalla giusta valorizzazione di territori, comunità e talenti».