Landgrabbing, il governo del Sudafrica dice no all’acquisto di terreni agricoli da parte di stranieri

Un crescente numero di Paesi mette limiti all’acquisizione di proprietà fondiarie da parte di stranieri

[20 febbraio 2015]

Il ministro dello sviluppo rurale ad agli affari terrieri del Sudafrica,  Gugile Nkwinti, ha smentito quanto pubblicato su alcuni giornali occidentali ed ha detto  che la legge proposta dal governo per impedire che gli stranieri  possiedano terreni si applica alle aziende agricole e non agli immobili residenziali. Nkwinti, intervistato il 17 febbraio dalla South African Broadcasting Corp aveva già spiegato: «Non stiamo parlando di persone che possiedono beni in aree residenziali» ed ha confermato quanto detto dal Presidente del Sudafrica Jacob Zuma nel suo discorso alla nazione della settimana scorsa, quando ha proposto una legislazione che permetterebbe ai non sudafricani di prendere in affitto i terreni per 30 – 50 anni, ma non di comprarli, cosa che ha prima preoccupato e poi mandato su tutte le furie molte grandi imprese che stanno facendo landgrabbing in Africa. Anche se non è radicale come quella di Robert Mugabe nello Zimbabwe che ha espropriato le terre ai bianchi per consegnarle alla sua cricca (con esiti spesso disastrosi) la legge sudafricana prevede di limitare la superficie delle grandi proprietà e di vitare che gli stranieri le acquisiscano. Secondo Zuma la legge sulle terre correggerebbe gli squilibri ereditati dalla colonizzazione e dall’apartheid, che resta una priorità dell’African National Congress (Anc), il partito al potere in Sudafrica. Il test della legge, che dovrà essere votato entro l’anno, limiterà la proprietà della terra a 12.000 ettari, «L’equivalente di due fattorie» ha detto Zuma. Gli stranieri potranno affittare terreni agricoli solo per 30 – 50 anni, ma il governo sudafricano non procederà ad espropri come nello Zimbabwe perché la legge riguarderà solo le nuove acquisizioni.

Ma il mercato immobiliare sudafricano è nel panico e Zuma è sotto pressione ed anche parte del suo Partito chiede ulteriori chiarimenti. Lew Geffen, un dirigente dell’agenzia immobiliare di lusso Sotheby International Realty ha detto: «E’ un pessimo calcolo in grado di aver serie ripercussioni sulla fiducia degli investitori nel Paese». Ma Andrew Golding, responsabile del Pam Golding Property Group, ridimensiona la cosa ed ha detto a BBC News: «Il totale delle vendite combinate di terreni e case ad acquirenti stranieri all’anno costituiscono circa l’1% in numero e del 2% in valore»

Il regime razzista ha lasciato ai neri sudafricani la proprietà di solo il 13% delle terre e Zuma e l’Anc sono da tempo sotto pressione della loro base rurale di contadini poveri e della sinistra dell’Anc che chiede loro di fare come Mugabe e l’esempio dello Zimbabwe, pur con tutti i suoi difetti ed abusi intollerabili, sta diventando un modello per molti movimenti africani contro il landgrabbing e per il diritto alla terra. terre.

La legge sudafricana non riguarderà gli immigrati che hanno acquisito la cittadinanza o le joint venture a maggioranza locale e i un comunicato della Presidenza della Repubblica del Sudafrica ha inoltre precisato che «Le terre sensibili per l’ambiente e la sicurezza o che hanno un significato culturale, storico d strategico saranno classificate dalla legge e la proprietà degli stranieri in queste zone sarà scoraggiata».

Con questa legge l’Anc sembra fermare la sua deriva liberista e va a raggiungere il crescente numero di Stati che stanno cercando di imporre limiti alle proprietà fondiarie da parte degli stranieri per fermare il landgrabbing dilagante che sta causando gravi problemi sociali in diversi Paesi.  Altri Stati africani, come l’Etiopia, stanno invece prendendo la strada opposta e svendono intere regioni, come la Valle dell’Omo, ad imprese straniere che sfrattano i popoli tribali.

La presidenza della Repubblica sudafricana sottolinea sul suo sito: «La pratica di limitare la proprietà della terra da parte di cittadini stranieri è una pratica consolidata a livello internazionale. Non tutti gli immigrati in Sudafrica saranno esclusi dalla proprietà della terra». Le grandi agenzie immobiliari invece si lamentano perché ormai, ad esempio, è diventato quasi impossibile comprarsi un’isola in Asia e si è costretti a prenderla in “leasehold”, una locazione di lunga durata. Ma Zuma ha ragione, visto che anche nella Nuova Zelanda governata da un governo conservatore e molto liberista, uno straniero non può acquistare un’isola se prima non è stata messa in vendita sul mercato nazionale per un lungo periodo senza essere comprata da un neozelandese. Addirittura la Thailandia governata dai militari golpisti, che pure attira frotte di italiani che magnificano la facilità di investire, ha vietato l agli stranieri di possedere direttamente terreni. Rimarrebbe la possibilità di acquistare un appartamento in co-proprietà con gli stranieri in posizione minoritaria. Ma il trucco per costruire ville, alberghi e residence in Thailandia c’è: affittare un terreno e creare una società con un cittadino thailandese nella quale lo straniero possieda il 49%, poi bisogna ottenere un documento ufficiale con il quale il socio thai rinuncia al suo diritto di controllo.. e il gioco è fatto e funziona sempre.

Ma non bisogna andare così lontano per trovare restrizioni all’acquisto di terreni da parte di stranieri: basta varcare il confine ed andare n in Svizzera, patria e tutrice del capitalismo finanziario internazionale, dove gli stranieri non residenti devono rispettare molte regole: la Confederazione Elvetica prevede quote annuali massime per acquisire terreni nelle regioni turistiche e c’è da aspettare diversi anni, come ad esempio nel Cantone Vaud, che pure è uno di quelli a più alta intensità di ricchi naturalizzati svizzeri. Inoltre si può possedere solo un bene immobiliare per famiglia straniera e non deve superare i 200 metri quadri abitabili.

Ma è evidente che per quelli come Sotheby International Realty ciò che è scandaloso nel Sudafrica in via di sviluppo non lo è nei ricchissimi cantoni della Svizzera, dove molti dei suoi clienti tengono ben costuditi patrimoni che i contadini e i minatori africani nemmeno si sognano.