L’Arpat misurerà l’inquinamento (acustico e atmosferico) nel porto di Livorno

[18 agosto 2017]

Il porto di Livorno è ancora un motore economico indispensabile per la città in crisi, che nel suo rapporto col mare affonda le radici della propria storia. Il porto vale ancora il 20% del Pil labronico, e crea importanti ricadute economiche anche nel resto della Toscana: si stima infatti che ogni 1000 euro di valore aggiunto prodotti nel porto di Livorno se ne attivino 1.400 sul territorio livornese e 100 nel resto della Regione. Non è un caso dunque che si punti forte sull’ammodernamento dello scalo – in primis attraverso il progetto della Darsena Europa – per risollevare almeno in parte le sorti di una città che dall’inizio della crisi ha perso 7mila posti di lavoro.

D’altronde, come già abbiamo argomentato su queste pagine osservando l’impatto della nuova normativa sui dragaggi, lo sviluppo sarà reale solo se sostenibile. Per questo rimane fondamentale monitorare l’impatto ambientale del porto che cambia, puntando a migliorare non solo il profilo economico dell’infrastruttura ma anche quello ambientale.

Un supporto fondamentale sarà fornito dall’Arpat, come spiega oggi la stessa Agenzia per la protezione ambientale della Toscana, che a seguito della convenzione quadriennale siglata il 12 luglio 2017 con l’Autorità portuale del Mar Tirreno settentrionale intensificherà il monitoraggio ambientale nell’area, concentrandosi in particolar modo sulle dimensioni dell’inquinamento acustico ed atmosferico.

Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, spiegano dall’Arpat, gli ambiti che «determinano variazioni sostanziali e che necessitano di un monitoraggio ante e post operam, oltre all’implementazione di modelli previsionali» sono il traffico di mezzi pesanti connesso con l’attività svolta nella “Piattaforma Europa”, il rumore prodotto dalle attività svolte nell’area portuale, l’attività del porto turistico Mediceo e infine le attività svolte nel nuovo porto di Bellana. In quest’ambito, specifica l’Agenzia, Arpat eseguirà campagne di misura del rumore prolungate mediante mezzo mobile, oltre a misure di breve durata necessarie sia per la taratura dei modelli previsionali.

«Le misure prolungate – aggiunge l’Agenzia – saranno accompagnate da misure di traffico tese a registrare le variazioni anche qualitative determinate dal traffico indotto dal nuovo assetto portuale e che potranno fornire informazioni dettagliate per la simulazione degli scenari futuri».

Per quanto riguarda invece l’inquinamento atmosferico, al monitoraggio dell’aria saranno dedicate «due campagne indicative all’anno, per un totale di 60 giorni ciascuna, suddivisi in periodi di 15 giorni per ciascuna stagione per la determinazione dei parametri monitorati».

L. A.