Da Legambiente una rassegna su 25 materiali, tutti riciclabili (o riciclati)

L’edilizia possibile in mostra a Ecomondo: dal consumo di suolo al risparmio di risorse naturali

Zanchini: «Oggi non esistano più motivazioni tecniche per rinviare un approccio davvero incentrato sulla sostenibilità». A imporre ritardi è semmai «una normativa ottusa e miope»

[8 novembre 2017]

Per capire le innovazioni ambientalmente più interessanti in corso nel settore dell’edilizia occorre seguire le diverse filiere dei materiali: il settore delle costruzioni che fino a ieri è stato considerato tra quelli con il più alto impatto ambientale e consumo di materiali, oltre che di suolo, può essere oggi un tassello fondamentale della rivoluzione dell’economia circolare e di quella energetica, con un contributo fondamentale alla lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico.

È quanto Legambiente mette letteralmente in mostra alla prestigiosa fiera Ecomondo di Rimini – con un’esposizione aperta a tutti fino al 10 novembre – per rendere evidente che una nuova edilizia sostenibile esiste già e grazie a questo approccio è possibile non solo diminuire l’impatto sull’ambiente, riducendo importazioni ed estrazioni di materiali, ma anche producendo lavoro e opportunità per le imprese.

«Si tratta – spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente – di un lavoro che dimostra come oggi non esistano più motivazioni tecniche per rinviare un approccio davvero incentrato sulla sostenibilità ambientale del settore delle costruzioni, capace di produrre risparmi economici complessivi per il ridotto uso di materia ed energia. Una mostra che racconta di un settore delle costruzioni in profondo cambiamento, spinto da innovazioni tecnologiche e progettuali che mirano a garantire edifici sicuri e prestazioni energetiche e ambientali certificate nel ciclo di vita dei materiali e degli edifici. Queste innovazioni oggi sono a portata di mano ed esistono riferimenti e norme codificate per garantirne le prestazioni. Perché questa prospettiva prenda davvero piede in Italia producendo risultati diffusi e vantaggi generali occorrono però politiche che accompagnino questa prospettiva con scelte chiare, che aiutino a superare le barriere tecniche e giuridiche, ma anche di informazione».

Per questo il Cigno verde ha racchiuso nella mostra in corso a Ecomondo 25 materiali per rendere comprensibile anche ai non addetti ai lavori la possibilità di promuovere una gestione sempre più efficiente dei cicli dell’energia e dell’acqua e di altre risorse naturali; indipendentemente dalla tipologia di provenienza, tutti i materiali hanno in particolare caratteristiche ambientali tali da essere riciclabili, e in alcuni casi sono già frutto dell’economia circolare. Le filiere di recupero e riciclo dei rifiuti provenienti dalle costruzioni, ad esempio, sono oggi una concreta opportunità per ridurre l’utilizzo delle cave e dei loro impatti paesaggistici e ambientali.

Cosa occorre per passare dalle mostre all’applicazione su larga scala di questa nuova e più sostenibile edilizia, sulla quale oltre agli ambientalisti puntano già da tempo gli stessi costruttori riuniti sotto l’ala dell’Ance? Questa è una prospettiva – osservano da Legambiente – che per trovare sviluppi concreti ha bisogno di chiari indirizzi normativi per accompagnare e accelerare i cambiamenti negli interventi in edilizia. Esattamente quel che oggi manca in Italia, come dettagliato proprio dal Cigno verde durante l’ultimo Ecoforum, dove a finire nel mirino degli ambientalisti è stata propria «una normativa ottusa e miope».