Legambiente: basta concessioni apartheid sulle spiagge elbane

No a privatizzazioni e privilegi: si rispettino piani e norme, a partire dalle Ghiaie

[23 luglio 2018]

Continuano le polemiche per la nuova concessione “Apartheid” (paganti con la sdraio fronte mare e portoferraiesi e turisti non paganti in una striscia di spiaggia a ridosso della murella e della piazza) sulla spiaggia delle Ghiaie, ma Maria Frangioni presidente di Legambiente Arcipelago Toscano ricorda che il problema riguarda l’intera isola d’Elba con la smania privatizzatoria delle spiagge tollerata e/o incentivata dagli stessi Comuni elbani. La Frangioni sottolinea che quella delle Ghiaie è una “sorpresa” annunciata e denunciata per primo dal Cigno Verde: «Nel nostro comunicato stampa 16 maggio 2018 scrivevamo: “Continua la privatizzazione strisciante del litorale dell’Isola d’Elba e, dopo l’ennesima promessa non mantenuta di riaprire l’accesso a Cala dei Frati, in questo “sport” amministrativo sembra distinguersi il capoluogo elbano.  Infatti, nel silenzio più assordante il Consiglio Comunale di Portoferraio ha deciso che molti nuovi tratti delle spiagge, finora frequentate liberamente da residenti e turisti, dalla prossima estate saranno a pagamento. Il sito istituzionale del Comune di Portoferraio ha pubblicato gli avvisi di molteplici richieste di concessione demaniale marittima relative alle principali spiagge del territorio portoferraiese».

Il Comune aveva anche pubblicato il Regolamento per la gestione del Demanio Marittimo, ma privo della Delibera del Consiglio Comunale che lo ha approvato e dell’allegato 1 concernente l’Individuazione delle spiagge e delle tipologie di costa, ad oggi questi documenti non sembrano ancora pubblicati sul sito istituzionale del Comune di Portoferraio.

E Paolo Gasparri, del direttivo del Cigno Verde isolano aggiunge: «Occorre evidenziare che l’articolo 63 del Regolamento urbanistico vigente, che disciplina le aree del demanio marittimo, garantisce la “tutela del preminente interesse pubblico” delle aree del demanio marittimo destinate alle attività turistiche e stabilisce tra l’altro: al comma 1 che “le aree del demanio marittimo sono tutte classificate come aree di preminente interesse pubblico”; al comma 2 che “Nelle aree del demanio marittimo destinate alle attività turistiche, in attesa di specifico atto di governo del territorio, non è ammesso il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime finalizzate all’utilizzazione in esclusivo di parti di arenili, spiagge ghiaiose, coste in genere”; al comma 3 che “In attesa di specifico atto di governo del territorio, è ammesso il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime minimali finalizzate all’utilizzazione di piccole porzioni di arenile fino a 20 mq, solo per la realizzazione e gestione da parte di consorzi costituiti tra gli operatori di località, di strutture per la fornitura di servizi pubblici di assistenza a favore dell’utenza balneare oltre che di gestione, tutela e controllo del territorio, ferma restando la permanenza assoluta di porzioni di spiaggia libera. I consorzi tra gli operatori di località potranno assumere la gestione dell’arenile concesso alle condizioni stabilite dall’atto concessorio dietro la presentazione di specifico progetto che preveda in modo assolutamente prevalente lo svolgimento di servizi pubblici e la salvaguardia delle spiagge libere».

L’Amministrazione comunale di Portoferraio asserisce che con il nuovo Regolamento per la gestione del Demanio Marittimo intende favorire «lo sviluppo di attività economiche» delle spiagge, ma Gasparri fa notare che «Questo sembra in contrasto con il Regolamento urbanistico vigente, con la tradizionale fruizione libera delle spiagge su cui si basa la qualità della vita dei residenti e il successo del sistema turistico diffuso dell’Isola d’Elba. Inoltre il Regolamento per la gestione del Demanio Marittimo, non sembra avere le caratteristiche di uno specifico atto di governo del territorio delle aree del demanio marittimo destinato alle attività turistiche; peraltro è privo dell’allegato 1 concernente l’Individuazione delle spiagge e delle tipologie di costa. Se così fosse le concessioni demaniali autorizzate sulla base del citato Regolamento per la gestione del Demanio Marittimo non sarebbero legittime».

Per questo Legambiente Arcipelago Toscano chiede all’Amministrazione comunale di Portoferraio di «valutare la possibilità in base al principio di autotutela di annullare le concessioni demaniali marittime non coerenti con il vigente Regolamento». Alle altre istituzioni interessate l’Associazione ambientalista chiede di «attivarsi per le azioni di loro competenza per garantire la salvaguardia dei servizi ambientali e della fruizione delle spiagge libere a garanzia della qualità della vita dei residenti e del funzionamento del sistema turistico diffuso di Portoferraio e dell’Isola d’Elba».

La Frangioni conclude: «A più di due mesi dal nostro allarme, aspettiamo che finalmente qualcuno si muova  per chiarire questa situazione e sanare quella che sembra essere una palese ingiustizia, Se così non sarà, Legambiente è pronta a sostenere tutte le iniziative che cittadini, turisti e bagnanti metteranno in atto per porre fine a questa ridicola apartheid balneare delle Ghiaie e in altre spiagge come il Bagno a Marciana Marina e come abbiamo fatto e continueremo a fare a Galenzana e altrove».