Riceviamo e pubblichiamo

Una lettera aperta a Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana ed esponente MDP

Il socialismo nel XXI Secolo impone un'altra idea della modernità

[17 novembre 2017]

Caro Enrico Rossi, ho stima per le tue idee e le tue proposte per la giustizia sociale e per riconquistare i diritti che danno dignità sul lavoro (a partire dall’articolo 18, da cui dipende in gran parte anche la possibilità di trovare il coraggio – in tante aziende – di impegnarsi per costruire una rappresentanza sindacale aziendale), ma – insieme alla contraddizione capitale/lavoro – nel mondo contemporaneo è risultato sempre più evidente (agli scienziati Onu e poi anche a molti cittadini del mondo) che il capitalismo ha un’altra grande contraddizione: quella capitale/equilibrio ecologico (da cui dipende la salute e persino la vita in gran parte del pianeta terra).

Questa contraddizione il capitalismo non può risolverla con la forza (neanche con gli eserciti) e comprimendo libertà e diritti.

Soltanto la politica, un’altra politica, può cercare di correggere le tendenze naturali dell’economia di mercato e di affermare il diritto alla salute e alla vita delle attuali e delle future generazioni: per questo è indispensabile una nuova sinistra, all’altezza dei grandi e drammatici problemi del mondo contemporaneo nel XXI Secolo e quindi che abbia la volontà politica di mettere in discussione lo sviluppo quantitativo delle produzioni e dei consumi individuali, proponendo e lottando per uno sviluppo economico qualitativamente diverso e per conseguenti stili di vita quotidiana che siano assai più sostenibili.

Insomma, una nuova sinistra dovrà proporre una diversa idea della modernità e del ben-essere che siano in maggiore sintonia con l’equilibrio ecologico del pianeta terra.

Su questo tema è sempre più evidente che la Regione Toscana e quasi tutte le regioni del nostro Paese continuano a proporre grandi opere (pensate nel secolo passato) che oggi risultano inutili, devastanti e comunque non prioritarie in rapporto ai grandi e drammatici problemi che abbiamo in ogni realtà territoriale: in Toscana penso al sottoattraversamento Tav a Firenze, alla terza corsia sull’A11, alla pista di 2400 m. nell’aeroporto di Peretola, all’autostrada tirrenica, alla costruzione di nuovi inceneritori.

Su questo chiedo a Enrico Rossi: non è possibile nessun ripensamento (neanche parziale)? Per fare un esempio, nella lettera condivisa da 21 autorevoli personalità (http://www.greenreport.it/news/urbanistica-e-territorio/lettera-la-terza-corsia-sullautostrada-a11/ ), in una frase sta scritto “L’autostrada Firenze-mare non ha bisogno di una terza corsia (il volume di traffico previsto per i prossimi anni è in diminuzione ed inoltre lo studio preliminare effettuato riguarda solo la tratta Prato est-Firenze, per cui non c’è alcuna giustificazione ad estendere l’ampliamento dell’autostrada fino a Pistoia e, meno che mai, a Lucca)”.

Non è possibile un ripensamento che consigli almeno di fermare la terza corsia a Prato est? Senza risposte sulla tematica di uno sviluppo qualitativamente diverso, che senso hanno le frasi “ecologiste” scritte nel recente documento unitario denominato “UNA NUOVA PROPOSTA” che è stato condiviso anche da Articolo1-MDP (leggi su: versione web ):

“Non regge più il modello di sviluppo basato su alti livelli di inquinamento, su uno spreco insostenibile di materie prime e di consumo del territorio. Vogliamo con la nostra lista essere parte integrante di quel movimento ambientalista che in tutto il mondo si batte per avviare un’ambiziosa transizione verso una “economia circolare”, per fermare i cambiamenti climatici riconvertire ecologicamente l’economia, liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili, affermare nuovi modelli di consumo, raggiungere l’obiettivo di rifiuti zero, garantire la sicurezza alimentare e gli approvvigionamenti idrici.”. “Vogliamo lanciare un grande piano di lavoro e investimenti pubblici, da cui far passare il rilancio del welfare e la messa in sicurezza del territorio, delle scuole, delle case. Bisogna superare la logica delle Grandi Opere, del consumo di suolo e dello Sblocca Italia: l’unica grande opera utile è la messa in sicurezza del territorio.”. “L’obiettivo imprescindibile della piena occupazione dipende infatti anche dalla riattivazione di forme di intervento pubblico nell’economia, che mettano finalmente l’ambiente e il clima al centro della politica e del modello di sviluppo del Paese.”.

E che senso hanno anche altre frasi scritte nei documenti di Articolo 1-Mdp, tipo: “… riattivazione di forme d intervento pubblico nell’economia, che mettano finalmente l’ambiente e il clima al centro della politica e del modello di sviluppo del Paese” e ancora “la custodia dell’ambiente diventa infatti il vero tratto distintivo di una rinnovata visione progressista”; e gli elogi che – giustamente – vengono fatti da tutta la sinistra plurale a papa Francesco e al documento “laudato si'”.

Sperando in una sua risposta, un caro saluto.

Giuliano Ciampolini

 

Bibliografia indispensabile per una nuova sinistra nel XXI Secolo:

Enrico Berlinguer, Politica di austerità e di rigore, 1977

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

http://www.eddyburg.it/2017/09/ghosh-accusa-noi-carnefici-incoscienti.html?m=1

http://www.ecodallecitta.it/notizie/388164/diesel-i-morti-per-leccesso-delle-emissioni-in-italia-sono-1250-allanno-dato-piu-alto-in-europa

http://www.eddyburg.it/2017/03/grandi-opere-una-scommessa-che-vale.html?m=1

http://sbilanciamoci.info/autostrade-italiane-senza-uscita-21788/
http://www.perunaltracitta.org/2017/02/17/strano-paese-il-bel-paese/

http://www.fondazionemicheletti.it/nebbia/sm-3975-piano-medio-termine-lambiente-italiano-2017/
http://www.eddyburg.it/2017/11/piove-sviluppismo-ladro.html?m=1