Riceviamo e pubblichiamo

Una lettera contro la terza corsia sull’autostrada A11

E per una mobilità sostenibile nell'area Firenze-Pistoia-Lucca-Pisa-Livorno

[31 ottobre 2017]

La scelta di realizzare la terza corsia sull’autostrada A11 poteva essere parzialmente convincente fino alla fine del secolo passato, non in questo XXI secolo in cui molte persone hanno acquisito una duplice consapevolezza: da una parte la sostenibilità ecologica (da cui dipendono i cambiamenti climatici) non consente uno sviluppismo quantitativo dei consumi di petrolio e di altre fonti energetiche non rinnovabili che aumentano l’effetto serra e dall’altra parte, in Italia più che in altri paesi, abbiamo da decenni alcuni gravi problemi che tendono ad aggravarsi:

– Una mobilità che, dopo diversi decenni di chiacchiere, continua a rimanere concentrata sul trasporto su gomma (particolarmente inquinante per la qualità dell’aria, da cui dipende la salute e particolarmente nefasto nel contribuire all’effetto serra): anche il progetto per il raddoppio della ferrovia da Pistoia a Lucca è ben lontano dall’essere adeguatamente finanziato e rischia di non trovare le risorse finanziarie necessarie per essere portato a conclusione. Insomma, a nostro parere, è necessario che siano garantite le risorse finanziarie per realizzare una moderna metropolitana di superficie che (in un area come quella da Firenze a Lucca-Pisa-Livorno con quasi due milioni di abitanti e migliaia di imprese produttive) consenta treni veloci per i viaggiatori e magari anche per le merci destinate all’aeroporto di Pisa e/o al porto di Livorno;

– La sicurezza del territorio da alluvioni e frane e la sicurezza sismica degli edifici pubblici e privati necessitano che siano notevolmente aumentati gli investimenti pubblici in questa direzione: sappiamo che la Regione Toscana ha finalizzato a questo problema più di quanto hanno fatto vari governi del nostro Paese, ma complessivamente siamo assai lontani dalle necessità (come sono lontani delle necessità gli stanziamenti che finora sono stati destinati a Livorno per rimediare al recente disastro alluvionale);
– L’Italia ha un indebitamento pubblico che è arrivato a 2300 miliardi (200 miliardi in più del 2013), non può permettersi di affrontare i problemi continuando ad aumentarlo, perché ci espone sempre più alle scorribande della speculazione finanziaria internazionale ed ai conseguenti condizionamenti internazionali dei poteri forti nello scenario europeo e mondiale: per questo riteniamo che, per avviare a soluzione i problemi drammatici e prioritari che abbiamo, sia necessaria una ridefinizione delle priorità nella destinazione della spesa pubblica.

Per queste ragioni, oltre che per l’ulteriore cementificazione di un’area già troppo cementificata e troppo inquinata siamo decisamente contrari alla realizzazione della terza corsia sull’A11; alcuni grandi costruttori di opere pubbliche sono – legittimamente – interessati ai loro profitti; ma avviare decisamente a soluzione i problemi drammatici e prioritari che abbiamo in Italia e in Toscana – con progetti e risorse finanziarie adeguate – consentirebbe di dare lavoro a tante piccole e medie imprese in tutte le economie locali e – a parità di risorse finanziarie – verrebbero creati molti posti di lavoro in più di quelli derivanti dalla realizzazione di grandi opere non prioritarie.

L’autostrada Firenze-mare non ha bisogno di una terza corsia (il volume di traffico previsto per i prossimi anni è in diminuzione ed inoltre lo studio preliminare effettuato riguarda solo la tratta Prato est-Firenze, per cui non c’è alcuna giustificazione ad estendere l’ampliamento dell’autostrada fino a Pistoia e, meno che mai, a Lucca); ha bisogno che siano affrontati e risolti alcuni nodi: in particolare il “tappo” nell’ingresso a Firenze; inoltre c’è necessità di dare una sistemazione migliore al traffico in entrata e in uscita da Prato e da Pistoia; infine è necessario che siano finalmente installate le barriere per ridurre il danno acustico e quello inquinante nei tratti più densamente abitati (evitando di condizionare, in modo “ricattatorio”, la soluzione di questi problemi al consenso dei Comuni per la realizzazione di un’assurda e inutile terza corsia).

Insomma, l’autostrada Firenze-mare potrebbe essere modernizzata spendendo molto meno (1/5?) di quanto verrà a costare la terza corsia e senza esporre la Società autostrade ad indebitarsi con gli istituti di credito per avere mutui (garantiti con previsioni esagerate di aumento del traffico e con aumenti delle tariffe autostradali), con il prevedibile risultato che accadrà quanto è stato verificato con la realizzazione dell’autostrada Brebemi (Brescia-Bergamo-Milano): nella propaganda governativa era diventata l’emblema “dell’Italia che cambia” e a distanza di pochi anni sta accumulando notevoli perdite finanziarie, puntellate da aiuti pubblici per centinaia di milioni di euro e perfino l’azionista di maggioranza, Intesa Sanpaolo, scalpita per vendere (o svendere) la sua quota, già svalutata del 35% (se poi ci saranno anche ulteriori fallimenti bancari… sarà sempre “pantalone” a pagare).

Per queste ragioni, prima che sia troppo tardi (come è avvenuto per l’ipotetica Stazione Foster a Novoli a servizio di un altrettanto inutile sottoattraversamento della Tav a Firenze), chiediamo alla Regione Toscana e ai Sindaci dei Comuni attraversati dall’autostrada A11 di trovare il coraggio di mettere in discussione la terza corsia sull’autostrada Firenze/Pistoia/mare, chiedendo alla Società Autostrade di limitarsi a realizzare i progetti specifici e locali che sono necessari per “modernizzarla” e ricontrattando con il governo nazionale una destinazione più utile di una parte delle risorse finanziarie ottenibili per gli investimenti in Toscana.

di Comitato pistoiese contro la terza corsia sull’autostrada A11 e Comitato pratese in mezzo ad un’autostrada, con l’adesione alla lettera delle seguenti autorevoli personalità: Giorgio Nebbia (uno dei padri nobili dell’ecologismo scientifico in Italia), Grazia Francescato (ambientalista, attualmente responsabile dei rapporti internazionali per Greenaccord), Tomaso Montanari (professore di storia dell’arte), Edoardo Salzano (ingegnere e urbanista), Luca Mercalli (climatologo e divulgatore scientifico sui temi ambientali), Paolo Maddalena (Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale), Fausto Ferruzza (Presidente di Legambiente in Toscana), Roberto Marini (delegato Wwf Toscana), Mariarita Signorini (Presidente di Italia Nostra in Toscana), Angelo Bonelli (Segretario nazionale dei Verdi), Giovanna Ricoveri (economista ed ecologista), Fulvia Bandoli (ex coordinatrice dell’area ecologista del Pci e dei Ds), Marisa Nicchi (deputata di Articolo1-Mdp), Giulio Marcon (Presidente Gruppo Sinistra Italiana/Possibile alla Camera dei deputati), Alessia Petraglia (senatrice e dirigente nazionale di Sinistra Italiana), Tommaso Fattori (capogruppo di “Sì-Toscana a Sinistra” nel Consiglio Regionale della Toscana), Eugenio Baronti (ex Assessore a Capannori e della Regione Toscana), Emilio Molinari (ex parlamentare italiano ed europeo e coordinatore del Comitato italiano per il Contratto Mondiale dell’acqua), Marcello Buiatti (professore di genetica), Anna Donati (esperta di mobilità sostenibile), Roberto Cuda (autore di “Il buco nero della Brebemi” e altri libri contro le grandi opere inutili).