Livorno, a Firenze una firma per restare nella serie A dei porti

[25 novembre 2013]

Nonostante un lento declino negli anni, quella di Livorno rimane tra tutte le province italiane quella ancora più dipendente dal blu sul quale si affaccia: il 15,7% del valore aggiunto del territorio è dovuto all’economia del mare, ricorda Unioncamere nell’ultimo report in materia, ed è ecco perché è stata oggi salutato con grande entusiasmo da parte delle autorità locali la firma dell’intesa preliminare per l’accordo di pianificazione per il porto di Livorno, siglata oggi a Firenze tra gli assessori regionali Anna Marson (urbanistica, pianificazione del territorio e paesaggio) e Vincenzo Ceccarelli (infrastrutture e trasporti), il presidente dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti, il vicesindaco del Comune di livorno Bruno Picchi e l’assessore Piero Nocchi per la Provincia di Livorno (Programmazione territoriale, trasporti, tpl e porti).

«E’ la tappa sostanziale – ha spiegato l’assessore Marson – nella procedura prevista per la contestuale definizione del Piano regolatore portuale, della scheda del Masterplan del Pit e degli strumenti urbanistici comunali. Un’intesa raggiunta grazie al forte coordinamento di tutti gli enti competenti, che assicurerà un congruo sviluppo al porto di Livorno, mettendo a sistema l’insieme di dotazioni territoriali che lo caratterizzano. Le trasformazioni riguardano il porto commerciale, e quindi il futuro industriale di Livorno, ma si è trovata anche una sistemazione – ed è un atto anch’esso rilevante – per la nautica minore espulsa dalla darsena medicea che siamo certi sarà apprezzata dai cittadini livornesi. Quanto ai tempi per l’approvazione – aggiunge Marson – l’intesa deve essere approvata dai Consigli, poi c’è adozione dei rispettivi atti di pianificazione, quindi la pubblicazione, le osservazioni e le controdeduzioni, fino all’approvazione definitiva. Ma l’impegno è a procedere quanto più rapidamente possibile».

Se il presidente Gallanti si sbilancia fino a definire questo in ballo un «accordo atteso da decenni, è la Bibbia del porto per il futuro», quel che è certo è che gli interessi sull’infrastruttura si allargano a ricomprendere non solo la città o la provincia labronica.

Per l’assessore regionale Ceccarelli, infatti, si sofferma sul ruolo del porto di Livorno: «Sappiamo quanto la portualità sia fondamentale per configurare la Toscana come porta di accesso anche verso l’Europa. L’intesa dà avvio a questo percorso fondamentale non solo per la città di Livorno e per la costa, ma per la tutta la Toscanail porto di Livorno deve restare nella serie A dei porti, la Regione vuole che sia la punta di diamante di quello che sempre più deve configurarsi come un sistema portuale toscano. Il nuovo piano regolatore portuale consentirà di realizzare le attività necessarie per rendere possibile l’accesso alle grandi navi da trasporto e dare una collocazione definitiva e autonoma per l’approdo delle navi da crociera, implementando gli interventi infrastrutturali importantissimi che hanno già preso avvio o che lo prenderanno nei prossimi mesi».

Interventi anche di una certa rilevanza ambientale, ricomprendendo tra questi «il collegamento diretto del porto con la rete ferroviaria nazionale». Ceccarelli continua snocciolando «lo scavalco del Calambrone che collegherà il porto direttamente con Guasticce, configurando quest’area sempre più come retroporto, e aumentando la competività del porto stesso, un’operazione fondamentale che consente risposte in termini anche di potenziamento infrastrutturale e dunque di aumento della competitività». Si tratta, chiude l’assessore, di «condizioni necessarie perché il porto di Livorno si sviluppi ulteriormente». L’importante è che lo faccia in modo sostenibile.