L’ingegnere Stefano Corsini verso la presidenza dell'Autorità portuale

Livorno diventa il «primo vero scalo portuale ferroviario italiano»

Inaugurato il collegamento diretto su rotaia tra porto e linea Tirrenica

[19 dicembre 2016]

A cinque anni dall’accordo siglato tra i vertici di Rete ferroviaria italiana, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e il commissario dell’Autorità portuale di Livorno Giuliano Gallanti, oggi è arrivato il taglio del nastro per il nuovo terminal di Livorno Darsena, che consente il collegamento ferroviario diretto tra il porto e la linea Tirrenica: 40 milioni di euro il costo dell’opera, di cui 7 provenienti dal Contratto di programma 2012-2016 sottoscritto tra Rfi e ministero delle Infrastrutture, e 33 da un fondo regionale straordinario.

«Le opere che oggi consegniamo a Livorno e all’intero sistema logistico del Paese – spiega l’ad e dg di Rete ferroviaria italiana, Maurizio Gentile – consentono di rendere lo scalo portuale toscano un importante hub per il traffico merci su ferrovia da e per i poli logistici italiani ed europei. Tutto ciò grazie all’elettrificazione dei circa 3 km di collegamento tra Livorno Calambrone e Livorno Darsena, al raddoppio ferroviario tra Calambrone e la zona del Porto Nuovo e agli importanti interventi di adeguamento del ponte ferroviario girevole sul canale dei Navicelli per il passaggio delle barche da diporto».

Nel suo complesso l’opera – evidenziano dalla Regione – permetterà il passaggio delle merci dai container direttamente sulla rete ferroviaria nazionale con l’eliminazione del passaggio dallo scalo merci di Livorno Calambrone per tutti i treni provenienti o diretti alla Darsena Toscana, sfruttando il collegamento diretto con la linea Tirrenica e riducendo così notevolmente i tempi di passaggio dei carri da e per l’area portuale. Inoltre, con la realizzazione di un moderno impianto ferroviario in Darsena Toscana (Livorno Darsena), attrezzato con tre binari a modulo da 750 metri, così come prevede lo standard europeo, elettrificati e gestiti in telecomando da un Posto Centrale, la nuova opera ferroviaria si presenta già adeguata agli standard del corridoio europeo TEN-T Scandinavia – Mediterraneo.

«Grazie all’instradamento diretto delle merci sulla rete ferroviaria nazionale – ha dichiarato Gallanti – Livorno ha tutte le carte in regola per diventare il primo vero scalo portuale ferroviario italiano. Nel Mediterraneo non ce n’è un altro simile. Non si dimentichi che sull’efficacia banchina-ferrovia Anversa ha costruito la propria fortuna».

Un importante fattore di competitività di cui potrà godere non soltanto la città di Livorno, ma anche l’Italia nel suo complesso. «L’intermodalità ferro-mare tra porti e corridoi europei – ha sottolineato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio – è una delle chiavi per garantire efficienza e innovazione al sistema produttivo del Paese». Oltre che per ridurre l’impatto ambientale del trasporto merci, in quanto puntare su collegamenti navali e ferroviari è generalmente preferibile rispetto alla scelta di incardinare la logistica ai mezzi su gomma.

«Livorno – rimarca Rossi – da oggi inizia il percorso che lo porterà a raggiungere un ruolo di primo piano nella portualità nazionale, visto che è l’unica realtà in Italia ad avere una stazione ferroviaria dentro il porto ed un collegamento diretto con la rete ferroviaria nazionale. Siamo l’unica Regione che investe sul porto e abbiamo la volontà di andare avanti. Nel 2017 con lo scavalco ferroviario che collegherà il porto all’interporto e sul quale abbiamo investito 9 milioni di euro sui 14 totali e poi con la Darsena Europa, per la quale la Regione ha stanziato 250 milioni di euro, impegnando il suo bilancio per i prossimi 30 anni».

È proprio su questo punto che si concentrano però le critiche dell’opposizione: «Siamo al quarto rinvio del bando per Darsena Europa – segnalano i consiglieri regionali M5S – Dalla prima scadenza per manifestare interesse del 22 marzo 2016, siamo arrivati al 30 maggio 2017: 14 mesi dopo. Dov’è la fila di investitori?». Una domanda difficile, soprattutto in un frangente storico nel quale il commercio internazionale segna un primo declino, ma cui rimane importante dare risposte concrete. A condividere il pesante punto interrogativo arriverà presto un nome nuovo: Stefano Corsini, oggi indicato ufficialmente dal ministro Delrio come nuovo presidente dell’Autorità portuale dell’Alto Tirreno. Ingegnere marittimo con trascorsi all’Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) e attualmente Coordinatore del Servizio infrastrutture e regolazione dei servizi di pubblica utilità presso il Cipe (che opera sotto la presidenza del Consiglio dei ministri. Al proposito il presidente Rossi ha aggiunto di aver parlato a lungo nei giorni scorsi con Corsini, condividendo con lui visioni e strategie sul futuro del porto, con una consonanza di idee e obiettivi.