Lo stato di salute delle scuole toscane secondo Ecosistema Scuola

Legambiente fa il punto su qualità dell’edilizia scolastica, strutture e servizi

[19 ottobre 2017]

Nel panorama tracciato da Ecosistema Scuola dell’edilizia scolastica in Italia emerge un patrimonio ampio, diffuso e, in gran parte, antico, ma newl quale non mancano alcune esperienze positive, innovative e sostenibili  e Legambiente dice che «La Toscana è uno di questi esempi».

Legambiente Toscana spiega che dal rapporto emerge che «Le scuole toscane sono di più recente costruzione rispetto alla media nazionale: il 41,5% risulta edificato tra il 1975 e il 2016, contro il 36,4% della media nazionale. Le amministrazioni comunali si sono impegnate, negli ultimi 5 anni, nel realizzare gli interventi di manutenzione straordinaria 57,7% gli edifici interessati, percentuale superiore alla media nazionale (48,9%). L’investimento nel quinquennio, sia per la manutenzione straordinaria che per l’ordinaria, risulta superiore a quanto mediamente investito nel resto del Paese. Nel 2016 tuttavia, per la manutenzione straordinaria, è stato speso soltanto la metà di quanto stanziato, ciò nonostante la capacità di spesa delle città toscane, considerata la media a edificio, è risultata superiore alla media nazionale. Inferiore alla media l’utilizzo di fondi nazionali e regionali per l’edilizia scolastica. Firenze è la terza città a livello nazionale per capacità di spesa per la manutenzione straordinaria e la prima per la manutenzione ordinaria; Livorno la terza per la sola ordinaria».

Il Cigno Verde toscano sottolinea che «Sicurezza e sostenibilità sono le parole chiave per progettare il futuro del “Cantiere scuola”, gli obiettivi cui puntare per garantire la qualità e la vivibilità necessaria a favorire processi di formazione moderni in edifici sicuri. Il primo passo quindi è cercare di conoscere questo patrimonio, lo stato in cui versa e i finanziamenti utili alla messa in sicurezza delle scuole».

Il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza, fa notare che «La situazione dell’edilizia scolastica in Toscana ci pone in una posizione d’indubbia avanguardia sullo scenario nazionale,  ragione di più per spingere su politiche di rigenerazione urbana che sappiano abbracciare interi quartieri. Le scuole possono cioè diventare dei veri e propri poli dell’innovazione tecnologica e del comfort abitativo. Una sorta di grande scommessa collettiva sul futuro del nostro Paese».

Per quanto riguarda la sicurezza degli edifici scolastici e le mancate promesse dell’anagrafe scolastica che in Italia risulta ancora incompleta e imprecisa, incapace di dare informazioni utili per una messa in sicurezza degli edifici che ospitano ogni giorno studenti e personale scolastico, nonostante un territorio fragile e la mancanza di manutenzione diffusa, Legambiente dice che «La Toscana, rispetto alla media nazionale, presenta una situazione abbastanza positiva ma per Legambiente sono ancora tante le questioni da migliorare anche in Toscana in fatto di qualità del patrimonio edilizio scolastico, di investimenti, servizi e buone pratiche».

Ecco i dati toscani estrapolati da dossier Ecosistema Scuola:

Gli interventi realizzati nella nostra regione hanno interessato anche la messa in sicurezza e l’acquisizione delle certificazioni di sicurezza che nel caso dell’agibilità, prevenzione incendi, impianti elettrici a norma, requisiti di accessibilità e certificazione igienico-sanitaria sono tutte sopra il dato medio nazionale. Sotto per quanto concerne le scuole con certificato collaudo statico (26,2%). La verifica di vulnerabilità sismica è stata eseguita per il 45,9%, contro il 29,3% della media nazionale, le indagini diagnostiche dei solai per il 22%, mentre solo sul 5,8% si è intervenuti per la loro messa in sicurezza. Le città toscane ci restituiscono un dato sulle rinnovabili di poco sopra la media, con il 18,7% di edifici con impianti, tra questi quasi tre su quattro ospitano il solare fotovoltaico.

Tutti i Comuni capoluogo hanno effettuato il monitoraggio sulla presenza di amianto rilevando casi certificati per l’1,7%. Solo Livorno effettua anche quello del radon. Il 12,4% delle scuole si trova in prossimità di antenne cellulari, gli edifici tra 1 e 5 km da strutture militari e da aeroporti sono l’8,8%, entro 1 km da autostrade o superstrade il 5,1%.

Tornando ai dati dell’indagine ed esaminandoli nel dettaglio, possiamo notare il patrimonio immobiliare scolastico risulta mediamente più recente della media nazionale con solo il 41,5% edificato tra il 1976 e il 2016. Ciò nonostante 1,5% risulta costruito secondo criteri di bioedilizia. Sopra la media anche gli edifici costruiti secondo criteri antisismici 15,2% oltre a quelli in cui è stata realizzata la verifica di vulnerabilità sismica, 48,8%. Le strutture che attualmente ospitano gli istituti scolastici originariamente erano nate come scuole nel 92% dei casi, abitazioni il 2,6% ed edifici storici solo il 4,9%.

Mentre per gli investimenti le amministrazioni comunali si sono comunque impegnate nel promuovere interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni nel 57,7% degli edifici mentre quelli che aspettano interventi di manutenzione urgenti sono il 33,6%. Gli interventi hanno interessato più la messa in sicurezza in generale, visto che le certificazioni hanno riguardato solo quelle di agibilità (67,5%) e quelle igienico-sanitarie (72,0%). Rimangano, invece, stabili in positivo i dati relativi agli impianti elettrici a norma (100%) e quelli relativi alle porte antipanico con il 95, 9%. Un po’ più a rilento quelle per quanto concerne le scuole con certificato di prevenzione incendi con 48,2% e collaudo statico 26,2%.

Tra gli edifici che utilizzano rinnovabili, la maggior parte presenta pannelli fotovoltaici (73%), e impianti solari termici (35,2%). Cresce la copertura dei consumi da fonti rinnovabili, con il 49%. Per quanto riguarda gli edifici scolastici esposti a situazioni di rischio ambientale indoor e outdoor, salgono al 100% i comuni che hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto negli edifici scolastici con i casi certificati di amianto all’1,7%. In flessione i dati sul radon, che viene monitorato dal 11,1% delle amministrazioni contro il 32% della media  nazionale. I casi certificati restano costanti (0%), mentre non risulta significativa la crescita delle azioni di bonifica effettuate negli ultimi due anni. Rispetto alle fonti d’inquinamento elettromagnetico gli edifici in prossimità di elettrodotti sono il  3,8%  e di antenne cellulari 12,4 %. Situazione abbastanza articolata per quanto riguarda il rischio ambientale in cui si trovano le scuole toscane: edifici che si trovano a rischio idrogeologico sono l’11,8% e molto  preoccupante il dato  su edifici a rischio sismico 49,2%.