Lucca, Legambiente e l’inchiesta pubblica sulla realizzazione del sistema Tangenziale Est

[16 ottobre 2014]

Nel prendere conoscenza, con viva soddisfazione, della conclusione dell’inchiesta pubblica sugli Assi viari, che ha preso atto dei gravi problemi di legittimità degli atti amministrativi relativamente al sistema di Assi viari, la cui mancata copertura finanziaria, dedotta dalla contraddittorietà degli atti di programmazione economica discussi in contraddittorio in udienza pubblica, sulla base delle nostre osservazioni a tutti gli Enti responsabili senza smentita, ribadiamo la nostra impostazione legalitaria, condivisa nel Parere finale del Comitato dei Garanti che ha evidenziato come “L’assenza dello studio di fattibilità previsto dalla L 163/2006 aggrava l’incertezza e mette in discussione la legalità degli atti”. Stupiscono quindi tutti gli interventi, specie da parte di amministratori della cosa pubblica a conoscenza di tali criticità, che controbattono evidenze oggettive con chiacchiere da bar: evidentemente l’esperienza di Piazzale Verdi non è stata di esempio o lezione per nessuno. La legalità degli atti è elemento che deve unire tutti i soggetti al di là degli schieramenti, in quanto le leggi sono poste a tutela dei Cittadini, delle Aziende e dei Beni Comuni che non devono essere oggetto di speculazioni. Non è possibile, infatti, comprendere quale vantaggio competitivo questa soluzione di mobilità stradale abbia rispetto ad alternative praticabili, mai nemmeno analizzate nell’ambito del Programma di Mobilità, obbligatorio per legge!

A rafforzare questa tesi basta esaminare quanto segue. Le aziende del Polo Cartario, le maggiori responsabili della movimentazione dei mezzi pesanti nell’ambito del Distretto, hanno sempre richiesto a gran voce la realizzazione dei tronchetti ferroviari, elementi infrastrutturali in diretta relazione col potenziamento della ferrovia Viareggio-Lucca-Firenze. Tale infrastruttura, essa sì correttamente programmata e finanziata nello stesso Accordo Quadro fra Governo e Regione del 2011, in cui gli Assi viari sono evocati ma non finanziati. Cosa frena il progresso? Nonostante l’opera ferroviaria sia stata da tutti condivisa sin dal lontano 2003, l’intervento non è stato ancora realizzato: eppure non ci sono Comitati o Associazioni che si oppongono, anzi! Si deve dire no al dirottamento di finanziamenti destinati alle ferrovie in relazione ad un programma di mobilità automobilistico, colpevolmente inesistente, alla base di intese tradite negli obiettivi condivisi.

Le nostre aziende hanno bisogno di politiche efficaci che, nel rispetto delle leggi, possano permettere il loro sviluppo industriale senza che siano costrette a delocalizzare, competendo con successo con mercati sempre più difficili: che senso ha realizzare infrastrutture definite strategiche che non servono importanti aziende del territorio, mentre si ignora il grido di allarme di una importante Associazione storica di categoria, come Assocarta, che, notizia di oggi, lamenta interventi normativi che penalizzano l’efficienza energetica, che mettono direttamente e concretamente a rischio quegli investimenti e quei posti di lavoro sul nostro territorio che una politica sorda vorrebbe tutelare con interventi stradali stabiliti al di fuori della legalità.

di Michele Urbano, presidente di Legambiente Città di Lucca