Macron boccia il progetto dell’aeroporto Notre-Dame-des-Landes

Wwf France: bene, era un progetto del passato. Festeggiano Antifas e comitati, piangono FN, destre e PS

[17 gennaio 2018]

Dopo decine di anni di discussioni, manifestazioni, scontri e arresti, il governo francese (composto anche da ex sostenitori del progetto) ha annunciato che l’aeroporto di Notre-Dame-des-Landes (NDDL) non si farà più.

Gioisce il Wwf France e spera che questa decisione «segnerà sia la fine dei progetti del passato che l’inizio di una nuova era». Il Panda francese ricorda che durante la campagna elettorale per le presidenziali, in occasione del Pandalive organizzato da Wwf France il 9 febbraio  2017, Emmanuel Macron disse che se fosse stato eletto presidente della Repubblica si sarebbe preso 6 mesi per confrontare i vantaggi del progetto del nuovo aeroporto a Notre-Dame-des-Landes con il miglioramento della pianificazione dell’aeroporto esistente a Nantes Atlantique.

Diventato presidente della Francia, Macron ha nominato tre mediatori che il 13 dicembre 2017 hanno consegnato un rapporto finale al primo ministro Edouard Philippe. Il Wwf France spiega che «questo documento ha messo in evidenza il non senso del progetto sul piano ambientale (al di là delle emissioni di gas serra supplementari – circa il 12% in più rispetto alla gestione di Nantes Atlantique – più di 1,000 ettari di zone umide sarebbero state artificializzate, cioè l’equivalente di 1.500 campi da football) e il piano economico; il sovra-costo del progetto NDDL era stimato tra 270 e 365 milioni di euro in rapporto alla gestione riprogettazione di Nantes Atlantique».

Philippe ha detto che «non ci sono tutte le condizioni per portare a termine questo progetto e sarà abbandonato. È una decisione logica visto l’impasse del dossier: 50 anni di esitazioni non fanno un’evidenza». Il premier francese ha spiegato «senza ambiguità» che «le terre occupate in vista della costruzione dell’infrastruttura aeroportuale torneranno ad essere campi agricoli e non saranno mantenuti per realizzare ulteriormente il progetto. Questa è una decisione di pacificazione. I grandi progetti non nascono in un contesto esacerbato. Questa decisione è stata presa dopo un’attenta valutazione della situazione e della complessità tecnica dell’opera e analizzando le ripercussioni economiche ed ecologiche».

Vengono subito in mente progetti italiani simili – aeroportuali, autostradali e Tav – magari sponsorizzati e sostenuti da forze politiche (quasi tutte) che in Italia hanno appoggiato Macron e che dicono di rifarsi alle sue politiche decisioniste, che però vengono accantonate non appena si passa a parlare di ambiente e grandi opere.

Non l’ha presa bene Pascal Gannat, vice-presidente del gruppo del Front National al consiglio regionale del Pays de Loire, secondo il quale «questa decisione richiama a tre riflessioni: l’arcaicismo del funzionamento delle istituzioni politiche e amministrative che praticano l’opacità sui contratti, incapaci di prendere le decisioni necessarie nei tempi giusti evitando le divisioni e il blocco dello sviluppo di Nantes Atlantique da 10 anni. La tolleranza inammissibile della quale hanno beneficiato dei gruppi ultra violenti che si autodefiniscono Antifas, che occupano delle aree della ZAD (Zone A Défendre, ndr) e saccheggiano regolarmente i centri cittadini di Nantes e di Rennes: la loro evacuazione e la loro dissoluzione è essenziale per la sicurezza e la pace civile. L’errore politico è della maggioranza delle destra e del centro che si sono alleate con il Partito Socialista per sostenere NDDL, poi hanno fatto votare per Emmanuel Macron al secondo turno delle elezioni presidenziali e sono stati spazzati via alle legislative nella nostra regione, subendo una replica di questo tsunami con la decisione di oggi».

Ma l’arrabbiatura dell’esponente neofascista non fa che accrescere la gioia degli Antifas, degli ambientalisti e dei comitati anti-NDDL che in queste ore festeggiano e brindano alla loro indubitabile vittoria, mentre gli amministratori locali della destra gollista e socialisti accusano Macron di tradimento.

Il Wwf France «si congratula per il fatto che Emmanuel Macron abbia finalmente deciso di abbandonare il progetto  dell’aeroporto Notre-Dame-des-Landes alla luce del rapporto di mediazione».

«Noi vogliamo – ha commentato il direttore generale del Wwf France, Pascal Canfin – che questa decisione segni un punto di svolta: la fine dei modelli di sviluppo del passato e l’inizio di una nuova era. Per questo chiediamo al presidente della Repubblica di seppellire i grandi progetti incompatibili con i nostri impegni climatici che potrebbero vedere la luce nella Francia metropolitana e nell’Oltremare. È il caso del progetto Montagne d’Or, il più grande progetto minerario mai preso in considerazione in Francia e in piena foresta amazzonica  (nella Guyana Francese, ndr), nuovo emblema di questi progetti inutili che distruggono l’ambiente e sprecano denaro pubblico ».

Il Wwf France vigilerà  perché la futura loi d’orientation sur les mobilités, che dovrebbe essere presentata ad aprile e che si occuperà della programmazione dei finanziamenti alle infrastrutture di trasporti, escluda in generale questo tipo di progetti.