Riceviamo e pubblichiamo

Marmo, oltre ai problemi ambientali anche quelli economici

Legambiente: «Senza osservatorio dei prezzi persi milioni di euro per le casse pubbliche»

[6 giugno 2014]

Da anni sollecitiamo l’amministrazione comunale a verificare il reale prezzo di mercato del marmo in quanto i valori adottati per calcolare il canone di concessione e il contributo regionale appaiono vistosamente sottostimati, con grave perdita di entrate per le casse comunali.

D’altronde, se il marmo ridotto in polvere utilizzato nelle cartiere costa 155-190 euro la tonnellata (quotazioni Sole 24 Ore), come possono essere credibili i valori del marmo in blocchi che vanno da 90 a 270 €/t adottati dal Comune nell’accordo del 2008? O quelli adottati unilateralmente dal Comune dopo la rottura della trattativa con gli industriali, che vanno da 60 a 200 €/t per l’85% del marmo estratto ai 400-450 €/t per il marmo più pregiato (il 15% del totale)?

Non per nulla tra i punti qualificanti della nostra proposta di un nuovo regolamento degli agri marmiferi, presentata al Comune all’inizio del 2013, vi era l’istituzione dell’osservatorio dei prezzi del marmo.

Nel consiglio comunale del 30/5/13, rammentando i nostri due esposti del 2010 e 2012 contro gli amministratori infedeli che avevano procurato un ingente danno erariale e richiamandoli alle loro responsabilità, abbiamo espresso un appello alla sollecitudine, visto che ogni mese di ritardo avrebbe comportato una ulteriore perdita di oltre un milione di euro per le casse comunali.

Come noto, la nostra proposta fu pretestuosamente respinta dalla maggioranza e oggi, ad un anno di distanza, il suo impegno a presentare entro due mesi un proprio testo di nuovo regolamento è tuttora disatteso.

Oggi il vicesindaco Vannucci difende il Comune spiegando che si è dovuto ripiegare su stime presuntive, viste le difficoltà di conoscere il valore di mercato di ogni qualità di marmo. Una motivazione basata su reali difficoltà, ma che può apparire un puro espediente difensivo; sarebbe stata certamente più credibile se nel frattempo ci si fosse attivati per superare tali difficoltà istituendo l’osservatorio.

Sembra quasi che contro l’osservatorio vi sia una tacita congiura: da una parte si esprimono apprezzamenti senza far nulla per istituirlo, mentre dall’altra il segretario comunale del PD, considerandola una proposta riduttiva, lancia l’idea di un più ambizioso “osservatorio del settore marmo” che estenda l’analisi a tutte le problematiche (lavorazione, commercio, occupazione, ecc.), col bel risultato di procrastinare all’infinito l’osservatorio dei prezzi.

Oggi, mentre la maggioranza difende compatta il Comune (che non avrebbe applicato tariffe troppo basse), il vicesindaco annuncia l’intenzione di inserire l’osservatorio dei prezzi nel nuovo regolamento, raccogliendo l’approvazione del Ncd. Pur esprimendo soddisfazione per tale intento, riteniamo che l’idea di attendere il nuovo regolamento non faccia altro che confermare l’olimpica indifferenza dell’amministrazione verso le perdite milionarie procurate dalla ritardata istituzione dell’osservatorio. Cosa impedisce di istituirlo subito, in modo che i bandi di gara per le concessioni di cava possano già basarsi su valori del marmo accuratamente rilevati?

di Legambiente Carrara