A Posada il sindaco geologo ridà spazio alla natura

Miracolo in Sardegna: il Parco Fluviale nei luoghi dell’alluvione

Ma in Italia a rischio scomparsa i docenti di Scienze della Terra

[26 maggio 2014]

Davide Boneddu, presidente dell’Ordine dei geologi della Sardegna, chiudendo la convention sul dissesto drogeologico, tenutasi al Dipartimento di scienze geologiche dell’università di Cagliari, ha raccontato una storia che per l’Italia del dissesto idrogeologico ha dello straordinario: «A Posada il sindaco è un geologo.  Con altri 3 comuni si è dato vita al progetto  del Parco Fluviale. Cioè lì dove solo pochi mesi fa abbiamo avuto devastazioni, distruzione, sui luoghi dell’alluvione nascerà un Parco Fluviale. E’ la natura che si riprende gli spazi . Ed una ragione  pratica c’è, perché è anacronistico costruire argini o opere sempre più importanti a protezione degli insediamenti umani, quando la natura, almeno in determinati settori, si riprende gli spazi che gli competono. Il Parco Fluviale di Tepilora, così si chiamerà , dovrebbe poi generare un volano per una diversa economia del territorio, più sostenibile e rispettosa dell’ambiente».

Il Parco Fluviale di Tepilora che si estende su una superficie di 7.877,81 ettari, coinvolge i Comuni di  Bitti, Lodè, Torpè e Posada, le Provincia di Nuoro e l’Ente Foreste e Regione Sardegna.

Ma Gian Vito Graziano,  presidente del Consiglio nazionale dei geologi, ricordando  che «L’Italia è un vero manuale di geologia soprattutto per ricchezze e bellezze», ha lanciato un allarme: «I docenti in Scienze della Terra vanno verso l’“estinzione”. I finanziamenti per la ricerca di base sono quasi azzerati la metà delle scuole di Dottorato dovranno chiudere e i docenti di Scienze della Terra si stanno riducendo drasticamente, con proiezioni al 2018 che indicano un calo sino a circa 900 unità. Per non parlare poi dei programmi scolastici in cui le Scienze della Terra sono in posizione marginale. Perché mentre nel resto d’Europa e del mondo per consentire lo sviluppo economico e sociale delle nazioni si rilanciano i Servizi geologici, In Italia gli si tagliano i finanziamenti utili alla sopravvivenza lasciando tra le tante incompiute quella cartografia geologica del territorio nazionale ancora ferma al 40 per cento di copertura. Come se avessimo un atlante d’Italia che dalle Alpi si ferma alla Toscana o dalla Sicilia raggiunga appena la Campania. La prevenzione è un fatto prettamente culturale, un atteggiamento virtuoso nei confronti dei limiti della conoscenza, che rende socialmente pronti al manifestarsi di un evento potenzialmente calamitoso. Ma un evento naturale diventa catastrofico, se manca la consapevolezza e se non sono state adottate tutte le misure, ancora una volta culturali prima che materiali, finalizzate alla riduzione del danno».