Misure antisismiche, sono 134 i comuni toscani in lizza per i fondi del governo

[30 agosto 2013]

Lo sciame sismico che ancora interessa l’area della Lunigiana ricorda alla Toscana quanto sia pressante intervenire per un adeguamento degli edifici – pubblici e non – per aumentarne la sicurezza in caso di terremoti. Il problema, si sa, è sempre il solito: quello delle risorse economiche, che scarseggiano. Ma una buona notizia, per quanto piccola, potrebbe portarla il cosiddetto Decreto del fare – convertito nella legge n. 98 del 9 agosto 2013 – con il suo progetto 6mila campanili.

I comuni italiani con popolazione fino a 5mila abitanti, sempre più in difficoltà tra crisi economica e taglio delle risorse pubbliche, potranno beneficiare della boccata d’ossigeno consistente nei 100 milioni di euro previsti dal decreto governativo: gli interventi finanziabili dovranno avere un importo compreso tra 500 mila e 1 milione di euro e dal 20 settembre, per via informatica, si potranno inoltrare le domande. Spetta a una convenzione tra Anci e ministero stabilire i requisiti necessari.

«Si tratta – spiega Erasmo D’Angelis, sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti – di un provvedimento particolarmente importante per il quale ci siamo battuti per iniziare ad invertire la tendenza al declino dovute alle difficoltà economiche generalizzate e ai tagli che pesano fortemente sulle casse dei piccoli e piccolissimi comuni. Non lasciamoci sfuggire quest’occasione prestando la massima attenzione alla puntualità e alla precisione della documentazione da presentare».

In Toscana, i comuni candidati a partecipare al (magro) banchetto sono 134, con un’ampia rosa di priorità tra le quali scegliere. Per il “6000 campanili” sono infatti ammissibili a finanziamento gli interventi infrastrutturali di adeguamento, ristrutturazione e nuova costruzione di edifici pubblici, compresi gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche; l’adeguamento normativo di edifici pubblici esistenti; la ristrutturazione, rifunzionalizzazione e nuova costruzione di edifici pubblici; la realizzazione e manutenzione di reti viarie e infrastrutture accessorie e funzionali alle stesse o reti telematiche di NGN e WI-FI; gli interventi sulle reti viarie di competenza comunale compresi gli eventuali lavori connessi ai sottoservizi e la salvaguardia e messa in sicurezza del territorio. Tutte concrete opportunità, ma le scosse in Lunigiana danno un chiaro indirizzo di priorità: la sicurezza dei cittadini, e dunque gli – interventi antisimici – viene per prima.