Morte nella cava di Carrara: Cgil: «Luoghi dove non si rispettano i requisiti minimi per la sicurezza»

Rossi: «Una mattanza a cui bisogna porre fine»

[29 novembre 2016]

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Dopo l’ennesima morte di un operaio, Mauro Giannetti, 46 anni, ucciso da un lastrone di pietra in una cava di Torano a Carrara, Mauro Fuso segretario regionale della Cgil Toscana e Paolo Gozzani, segretario generale della Cgil di Massa Carrara, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta: «Ci sono luoghi di lavoro dove non si rispettano i requisiti minimi per la sicurezza nel lavoro e ci sono lavori dove il rischio è molto alto. Di lavoro c’è bisogno per vivere, di lavoro non si deve morire. Nonostante le denunce degli ultimi mesi e le iniziative intraprese dalla Regione Toscana, a Carrara si continua a morire nelle cave di marmo. L’ultimo incidente mortale di oggi ci fa urlare di sdegno. Ci sono luoghi di lavoro dove non
si rispettano i requisiti minimi per la sicurezza e ci sono lavori dove il rischio è molto alto. Per salvare il lavoro e la vita dei lavoratori quando mancano i requisiti di sicurezza bisogna avere il coraggio chiudere le attività fino al ripristino non del minimo, ma del massimo di sicurezza possibile. Di lavoro c’è bisogno per vivere, di lavoro non si deve morire. Purtroppo gli infortuni sul lavoro si susseguono nel nostro Paese con una frequenza allarmante, è assolutamente prioritario invertire con forza questa sequenza mortale. E’ un compito di tutti e in particolare di chi, come il Governo, ha strumenti e poteri per intervenire con messaggi netti così come indicato spesso dal Presidente della Repubblica».

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha detto: «Nelle cave troppi morti e troppi infortuni gravi in questi anni. E’ una mattanza a cui bisogna porre fine. Ora la magistratura dovrà fare luce su questo ennesimo e tragico incidente. Da parte nostra – prosegue Rossi – così come abbiamo fatto a Prato dopo il rogo di Teresa Moda, intensificheremo il lavoro tracciato nel Piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo nel distretto apuo-versiliese, per il quale abbiamo stanziato due milioni e mezzo di euro. Sul fronte delle attività estrattive, stiamo analizzando le dinamiche degli incidenti; formeremo tutti gli operatori del distretto alla sicurezza, a cominciare dai lavoratori; vigileremo ripetutamente su tutte le cave, verificando l’adozione dei dispositivi di protezione individuale e collettiva; verificheremo la conformità delle macchine ai requisiti essenziali di sicurezza. In particolare, per quanto riguarda il settore lapideo, vigileremo sul rispetto dei protocolli sanitari e sulle operazioni di movimentazione. Questo lavoro è già partito. Per ora dieci tecnici, selezionati con concorsi precedentemente svolti, sono già operativi. Estar sta svolgendo i nuovi concorsi per l’assunzione di geologi e ingegneri, che saranno al lavoro in un paio di mesi. Arriveremo così, a breve, alla composizione di un’unità di lavoro di circa 30 professionisti della sicurezza in cava. Ma non è tutto. Aumenteremo tutte le misure di sicurezza e i controlli per assicurare il rispetto e l’attuazione del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Alla famiglia dell’operaio e a tutti i lavoratori del distretto esprimo la vicinanza e la solidarietà mia e della Toscana tutta».

Sulla difensiva Fabrizio Palla, capo gruppo lapidei Confindustria Toscana Nord (che fa riferimento alle province di Lucca, Pistoia e Prato) che in un comunicato sottolinea «La notizia di questo ultimo incidente mortale nelle cave di Carrara ci ha profondamente addolorati e desideriamo stringerci al dolore dei familiari e dei colleghi. Crediamo che sia veramente arrivato il momento di dire “ora basta”: dobbiamo impegnarci tutti quanti affinché vengano azzerati gli incidenti sul lavoro nel nostro settore. Siamo convinti che il percorso intrapreso con il Comitato paritetico marmo della Provincia di Lucca ed Asl possa rappresentare un acceleratore importante del miglioramento della sicurezza sul lavoro. Da alcuni mesi aziende, Comitato paritetico e Asl si incontrano per la definizione di corrette procedure di lavoro in sicurezza, sia al monte che al piano. Gli imprenditori di Confindustria Toscana Nord vogliono arrivare più presto possibile alla definizione di regole chiare, che vengano rispettate da tutti e fatte rispettare a tutti. Nonostante dal 2013 ad oggi nella Provincia di Lucca siano stati formati oltre 800 lavoratori, non dobbiamo mollare: il tema della diffusione a tutti i livelli della cultura della sicurezza resta al vertice delle nostre agende e, pertanto, rinnoviamo il nostro impegno nel continuare ad investire in azioni strutturate e capillari».