Natura urbana senza biodiversità: il punto cieco dell’adattamento climatico delle città

Esaminati i piani di adattamento climatico di 80 città in tutto il mondo: solo il 18% contiene progetti per la biodiversità

[26 aprile 2018]

Molti ambientalisti considerano l’adattamento climatico delle città come un lavoro che conviene a tutti: rendere le città più resilienti  agli eventi meteorologici estremi comporta spesso l’utilizzo della natura e così vengono ripristinate le zone umide per assorbire forti piogge o vengono piantati alberi per abbassare le temperature locali. Ogni anno vengono spesi miliardi di dollari per realizzare nuove aree naturali urbane che a dovrebbero essere un vantaggio anche per la biodiversità. Ma secondo lo  studio “Opportunities for biodiversity conservation as cities adapt to climate change” pubblicato su Geo: Geography and Environment. questo potenziale rischia di essere sperperato.

Il team  ricercatori australiani guidati da Natalie Butt, un’ecologa ARC Centre of excellence for environmental decisions della School of biological sciences dell’Università del Queensland, ha esaminato i piani di adattamento climatico  di 80 città in tutto il mondo e se il verde è onnipresente, «solo il 18% dei piani valutati conteneva intenzioni specifiche per promuovere la biodiversità».

. I ricercatori hanno estratto i dati territoriali di 58 di questi piani che insieme coprivano circa 5.872 chilometri di corsi d’acqua, insieme a 12.917 Km2 di progetti di  rimboschimento. «Si tratta di un’area una volta e mezza la dimensione del Parco Nazionale di Yellowstone» scrivono la Butt e colleghi. Se queste cifre vengono riferite alle aree urbane di tutto il mondo, «Equivarrebbe a una riforestazione di circa 1,4 milioni di km2, ovvero a quasi la metà dell’area totale dei parchi nazionali nel mondo».

Ma anche solo i piani urbani presi in considerazione si sovrappongono all’areale di 271 specie animali minacciate e a  corsi d’acqua con 91 specie di acqua dolce minacciate. Le città potrebbero rivelarsi vitali per la loro conservazione. E, oltre alla rarità, ci sono altri obiettivi a cui guardare per difendere e incrementare la biodiversità urbana: «Le città ospitano anche molte creature non minacciate e rappresentano un anello importante per le comunità ecologiche più grandi», fanno notare gli scienziati australiani.

Il problema è che tutto questo potenziale non viene spesso menzionato nei piani di resilienza analizzati dal team della Butt. I ricercatori evidenziano: «Anche se ci sarebbero ancora più benefici puntando sulla biodiversità – indipendentemente dal fatto che le persone abbiano in mente gli animali, la vegetazione è migliore di un marciapiede –  sarebbe possibile fare molto più se questi nuovi paesaggi fossero progettati e gestiti avendo in mente le comunità non umane».

C’è anche il pericolo che, mentre la natura urbana viene progettata senza prestare molta attenzione alla biodiversità, il concetto stesso di natura degli abitanti delle città possa essere leggermente ridefinito. «A causa della nostra prospettiva inevitabilmente antropogenica su molte cose – spiega ancora la Butt . di solito vediamo le cose solo in termini di come si relazionano con noi». Il risultato di questo atteggiamento è che «Piuttosto che contenere ricche comunità di vita, la natura potrebbe diventare un’estetica utilitaristica».

Ma se urbanisti e amministratori pubblici vedono spesso il “verde” solo come uno strumento per abbattere l’inquinamento e migliorare il tempo libero dei cittadini, non dovrebbe necessariamente essere così.

Lo studio fa l’esempio di Amsterdam come «città che amplia esplicitamente le aree protette per migliorare la resilienza agli agenti atmosferici e consentire la migrazione degli animali». La Butt ha citato come caso virtuoso  le London Walthamstow Wetlands, una riserva naturale inaugurata nel 2017 «con in mente sia le persone che gli uccelli migratori».

Insomma, esistono già esempi di adattamento climatico urbano che pensa alla biodiversità. E’ solo necessario che più urbanisti, amministratori, ambientalisti e cittadini se ne accorgano e li seguano.