Da non crederci: per la legge italiana il suolo non è una risorsa ambientale

[12 maggio 2014]

«In Italia, dal punto di vista normativo, il suolo non è riconosciuto come risorsa ambientale . Per la prima volta avremo una legge elaborata, scritta , direttamente dai ricercatori». Lo fa notare Fabio Terribile, docente dell’Università “Federico II”, aggiungendo però che ora le cose stanno (o dovrebbero stare) per cambiare. Perché? Perché oggi «ben 36 senatori di tutti gli schieramenti politici – primi firmatari Ruta e Caleo – hanno sottoscritto il Disegno di Legge che presenteremo in un conferenza il 13 Maggio alla Camera. In Italia consumiamo oltre 70 ettari al giorno di suolo . Ogni secondo bruciamo circa 8m2 di terreno che si è formato (dato medio per i suoli italiani) in circa 10.000 anni !». La proposta di legge scritta dal mondo della ricerca (Associazione Italiana delle Società Scientifiche Agrarie) e diventata così il disegno di legge “Legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo” verrà presentata domani martedì 13 maggio alle 9.30 nell’aula dei Gruppi Parlamentari a Roma

«E’ dal 2006 – aggiunge e conclude Terribile – che stiamo attendendo la direttiva europea sul suolo ma questa direttiva non è mai arrivata, invece il degrado del suolo non conosce soste e tocca a noi fare qualcosa per il Paese. Grazie ai ricercatori , l’Italia potrà dotarsi di una vera legge quadro sul suolo, uno strumento normativo incisivo che potrà essere esteso alle altre nazioni europee durante il semestre italiano. Il Disegno di Legge mira infatti a combinare la protezione con la gestione sostenibile del suolo per difendere il paesaggio italiano, la sua produttività e la sua multifunzionalità. Vuole tenere insieme e far dialogare i principali attori che in Italia decidono sul suolo creando un sistema di collaborazione tra Stato e regioni ma soprattutto prevede la costruzione di un quadro nazionale omogeneo dei suoli italiani , ma anche sulle minacce a cui sono soggetti i suoli italiani e l’individuazione delle aree a rischio; la predisposizione di piani d’azione specifici puntando sulla prevenzione».

«La proposta di legge sul suolo – afferma Domenico Calcaterra , docente Università Federico II di Napoli – sostenuta anche dai geologi, intende colmare un colpevole vuoto legislativo che si protrae da decenni. Il suolo è un interfaccia vitale ed altamente vulnerabile, essendo esposto ad ogni forma d’inquinamento e di dissesto geologico ed idraulico. I geologi rivendicano il ruolo di “sentinelle” del suolo, affiancando i colleghi pedologi nelle attività didattiche, scientifiche e professionali, volte alla conoscenza del suolo, alla sua difesa attiva ed alla sua gestione sostenibile».

«Sulla difesa suolo sono stati pubblicati centinaia di lavori – sono le prole di Francesco Russo, vice presidente Ordine Geologi della Campania – che messi insieme rimandano un quadro, in particolar di alcune regioni italiane ,catastrofico dove decenni di degrado e di disinteresse hanno non solo ispessito problematiche connaturali al territorio ma ne hanno generate di nuove che stratificandosi con le preesistenti rendono l’Italia un insieme senza fine di rattoppi e rimedi senza che mai ci sia stata una seria iniziativa tesa ad innescare un percorso risolutivo delle cause e non dei soli effetti. Il continuo rattoppare non consente, quindi, di procedere in maniera sistematica alla tanta auspicata chimera della pianificazione rispetto cui gli impegni dichiarati ed assunti dalla classe politica nel corso degli ultimi anni sono, di fatto, puntualmente stati disattesi. Purtroppo ancora oggi constatiamo che la panacea di tutto la si ritrova in un unico ed ormai obsoleto termine:emergenza. L’Ordine dei geologi della Campania oggi così come negli ultimi 15 anni persegue senza alcuna interruzione una politica di denuncia dello stato di degrado e d’abbandono del territorio oggi grazie all’assessore Cosenza in Campania si è avviato un primo ma significativo passo con l’istituzione dei presidi territoriali questo un esempio da adottare con una legge quadro sull’intero territorio nazionale».