Nuova strada a Val di Denari, Legambiente scrive al sindaco di Portoferraio

Una strana strada di cantiere - “pista ciclabile” in un’area che ha subito due alluvioni nel 1951 e 2002

[7 febbraio 2017]

In località Val di Denari, nella zona di Possomo,  è in corso la realizzazione di un comparto di villette (ex PEEP) sul quale il consorzio Strada  Val  di Denari ha già sollevato numerosi interrogativi e rilievi urbanistici,  sulla stampa e con segnalazioni all’amministrazione Comunale di Portoferraio.

In questi giorni – a villette praticamente ultimate – è stata realizzata una “strada di cantiere” di grandi dimensioni che va a sfociare nella piccola strada gestita dallo stesso consorzio.

Secondo Legambiente Arcipelago Toscano, che ha inviato una segnalazione al Sindaco Mario Ferrari, «Non si capisce la reale ragione di questa strada – con un accesso molto ripido, largo circa 8 metri e realizzata su una massicciata costruita con grossi camion e che in alcuni punti arriva a 2 metri circa di altezza – quando ci risulta che l’accesso alle villette a schiera ex PEEP dovrebbe essere assicurato da una nuova strada proveniente da un’altra direzione».

La presidente del Cigno Verde insulare, Maria Frangioni, spiega che «Ai cittadini che hanno chiesto spiegazioni è stato risposto che si tratterebbe di una “strada provvisoria” che poi verrà trasformata in pista ciclabile, nel qual caso si tratterebbe sicuramente di una delle piste ciclabili più larghe, più ripide e più corte di cui si abbia notizia. Il tutto viene realizzato a sbarrare una “valle”, nella quale scarica buona parte del reticolo minore delle acque piovane e in un’Area che ha subito un alluvione nel 1951 e un altro nel 2002, nella quale il PEEP di Val di Denari, come dimostra l’alluvione del 2002 e allagamenti successivi, svolge la funzione di una sorta di diga, tanto che le abitazioni sono dotate di pompe ed altri sistemi contro gli allagamenti».

Il fosso/impluvio interessato dai lavori iniziava a nord-ovest della Valle aveva una larghezza di circa 1,5 metri e una profondità di circa 70 cm per poi allargarsi a circa 2 metri.

Legambiente, vista la pericolosità idraulica dei luoghi dove viene costruita la strada di cantiere/pista ciclabile, visto il forte impatto paesaggistico, visti i massicci scarichi di materiale per realizzarla, nella speranza di non dover registrare a breve l’ennesimo disastro annunciato, chiede al Sindaco di Portoferraio «Se quanto realizzato e in corso di realizzazione sia conforme agli strumenti urbanistici del Comune di Portoferraio;  se sia conforme ai vincoli paesaggistici e idrogeologici che ricadono sull’intera area e al Regolamento Urbanistico per quanto riguarda il reticolo idraulico;  se rispetti le distanze dai fossi previste da leggi e strumenti urbanistici».