Nuova strage in Etiopia, la polizia attacca un festival degli oromo: 300 morti

Calpestati dalla folla in una fuga precipitosa durante una protesta contro il governo

[3 ottobre 2016]

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E’ molto più grave di quanto sembrava all’inizio il numero delle vittime negli scontri tra polizia etiope e manifestanti oromo durante la celebrazione dell’Irreechaa a Bishoftu, 40 km a sud della capitale etiope Addis Abeba.

Le forze speciali della polizia, che erano arrivate in massa nella zona da giorni, hanno represso con lanci di granate lacrimogene una manifestazione pacifica avrebbero causato almeno 300 vittime, in gran parte calpestate dalla folla terrorizzata dall’attacco poliziesco.

Subito il presidente dl  Congresso federalista Oromo Merera Gudina, aveva parlato di 100 morti, mentre l’Afp dava la cifra di 52 uccisi. Ma  secondo Oromia Media Network  all’ospedale di Bishoftu sono arrivati almeno 120 cadaveri e in quello di Addis Abeba sono stati contati 175 morti.

La celebrazione dell’Irreechaa, un festival El Irreechaa tradizionale degli oromo, l’etnia predominante nell’e Etiopia centro-meridionale,  si era trasformata in una rande manifestazione dell’opposizione contro il governo etiope egemonizzato dai tigrini. Il Festival Oromo aveva attirato due milioni di persone che cantavano «Abbiamo bisogno di libertà» e «Abbiamo bisogno di giustizia», mentre molti manifestanti incrociavano i loro polsi sulla testa, nel gesto reso famoso dal maratoneta etiope/oromo Feyisa Lilesa alle olimpiadi di Rio de Janeiro e diventato un simbolo di proteste Oromo.

La folla aveva cominciato a protestare contro la presenza di dirigenti oromo che collaborano con il governo centrale etiope,  che vengono considerati traditori. Dei manifestanti hanno tentato di assalire la tribuna delle autorità,  e la polizia ha sparato lacrimogeni per disperdere i manifestanti, in, che chiedevano giustizia e libertà e che protestavano contro il progetto della Grande Addis Abeba che espanderebbe la capitale etiope espropriando i villaggi di contadini oromo, Il piano è stato successivamente abbandonato, ma le proteste continuano, contro l’emarginazione degli oromo e per i  diritti umani.

Gli spari della polizia hanno scatenato il panico tra la folla che ha cercato di sfuggire all’attacco delle forze dell’ordine ed ha lasciato sul terreno centinaia di morti e feriti calpestati. Secondo Jawar Mohamed, un attivista oromo, anche dei soldati e un elicottero avrebbero aperto il fuoco da  lago vicino verso la folla.

Solo ad agosto la polizia etiope aveva ucciso più di 90 manifestanti negli Stati  dell’Oromia e dell’Amhara,