Nuovo mega-abuso all’Elba? Il Corpo forestale sequestra 1.500 m2 di parcheggio/piscina a Procchio

[11 luglio 2013]

Sorge proprio sulla collina di fronte all’ormai famigerato ecomostro di Procchio il novo ed ennesimo caso dell’edilizia allegra elbana. Infatti il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato un  manufatto molto vistoso, sulla collina che sovrasta la frazione balneare marcianese, vicino al centro turistico “La Perla”.

A quanto sembra  gli agenti del Corpo forestale avrebbero sequestrato una superficie di circa 1500 m2.  Come scrive oggi il qutidiano online elbano ElbaReport, «i lavori che si compivano nell’area (pare su una superficie di circa 1500 metri quadri), guarniti da un faraonico muraglione, avevano messo da mesi sul chi vive  gli ambientalisti di Legambiente che, seguiti dalla opposizione consiliare, ne avevano (inutilmente) chiesto ragione alla Amministrazione Comunale».

Ora «si viene a sapere che quelle strutture  visibilissime dalla strada provinciale,  sarebbero relative ad un parcheggio coperto che in realtà si sarebbe  trasformato in piscina (!) anche se il punto più dolente riguarderebbe lo sbancamento eseguito pare in totale difformità progettuale nella zona retrostante ove si intendeva realizzare una sorta di parco giochi».

Legambiente Arcipelago Toscano ricorda: «Già il 13 aprile scorso avevamo scritto: “L’ecomostro di Procchio va giù (sperando che non risorga a pochi metri), intanto sulla collina si costruisce un’opera faraonica” e chiesto cosa fosse quella strana costruzione in via di realizzazione  nelle  vicinanze del centro La Perla. Proprio mentre  polemizzavamo sulla ventilata ricostruzione dell’ecomostro in pianura qualche metro più in là, prima che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi cambiasse la delibera che conteneva quell’ipotesi. Ma non abbiamo avuto nessun riscontro».

E aggiunge: «Poi la cosa è stata sollevata, dal punto di vista “estetico” ed amministrativo anche dalla minoranza consiliare del Comune di Marciana. Ora, come già accaduto a Galenzana, è intervenuto il Corpo forestale dello Stato a far chiarezza su quello strano ed ingombrante manufatto collinare che sembra essersi rivelato un incrocio tra un parcheggio coperto ed una piscina, una storia che ricorda molto da vicino quella di qualche anno fa su una collina di un comune vicino, dove un ricco signore tedesco trasformò le fondamenta di una piscina “balconata” in comodo centro per la sauna, il relax ed il fitness rivelatosi abusivo. Speriamo che almeno questa volta non finisca a tarallucci e vino e con una sanzione che alla fine, come sempre in Italia, in realtà è il condono dell’abuso e della prepotenza».