Paesaggi italiani, processi di valorizzazione e trasformazione. Le sfide per costruire il futuro

Far crescere le esperienze di innovazione che si vanno diffondendo nel Paese

[12 ottobre 2017]

Intervenendo oggi all’incontro “Paesaggi italiani, le sfide per costruire il futuro”, organizzato a Roma da Legambiente e Mecenate 90, la presidente del Cigno Verde Rossella Muroni ha sottolineato che «Riflettere sulle politiche paesaggistiche italiane significa, in realtà, ragionare del nostro Paese: parlare di comunità e di sviluppo, d’identità e cultura, di lavoro, di diritti e responsabilità condivise. E’ un compito impegnativo e vasto, che ci riguarda tutti da vicino. Perché, come spiega bene la Convenzione Europea del paesaggio che da noi è legge dal 2006, il paesaggio non è solo quello canonicamente ‘bello’, apprezzato come “eccezionale”, ma tutti quelli che compongono il nostro territorio nazionale, compresi quelli degradati. Sui quali semmai la sfida che si apre nel XXI secolo è quella della riparazione. Il paesaggio investe, dunque, la nostra stessa vita quotidiana ed è da questo aspetto che Legambiente intende partire. Per immaginarlo come un motore per uscire dalla crisi, come generatore di nuove economie, d’innovazione, di benessere, a partire da una tutela più stringente del suolo – sulla quale chiediamo una nuova normativa – e dal pieno recupero del patrimonio edilizio esistente. Il paesaggio è un tessuto vivo, che necessita di una tutela dinamica, capace di aprirsi alle competenze diffuse di chi i paesaggi li vive dal di dentro. Non sono necessari nuovi vincoli, ma regole chiare che possano essere assunte come guida per le trasformazioni ammissibili, secondo un’interpretazione che punti sull’integrazione tra beni culturali e contesto e sull’innalzamento della qualità paesaggistica dei territori che abitiamo. Servono nuovi e più efficaci strumenti di partecipazione per la produzione dei Piani Paesaggistici, perché non può esserci piano di un paesaggio senza il pieno coinvolgimento dei cittadini che lo abitano».

L’iniziativa “Paesaggi italiani, le sfide per costruire il futuro” puntava proprio a per parlare dei processi di valorizzazione e trasformazione dei paesaggi italiani. Un’appuntamento pensato come tappa preparatoria della prima edizione degli Stati Generali del Paesaggio lanciati dal ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per il 25 e ‪il 26 ottobre. Per questo, Legambiente e Mecenate 90 hanno pensato questo incontro come un’occasione per presentare anche alcune esperienze significative promosse a livello territoriale. Come il recupero, a Succivo in provincia di Caserta, del casale di Teverolaccio e dei terreni circostanti, che ospitano oggi 18 orti agricoli destinati ad anziani pensionati; un progetto grazie al quale all’interno del Casale si può finalmente vedere, sentire, ascoltare e vivere un’idea di tutela e valorizzazione di un bene prima abbandonato e oggi punto di riferimento per le progettualità ecosostenibili rivolte al territorio. O come il parco naturale regionale Molentargius (Cagliari), dove l’importante ecosistema, che ha nella salina la grande macchina ecologica, pur essendo circondato e compresso dall’urbanizzazione, grazie a un robusto apparato di tutela paesaggistica e ambientale esprime valori riconosciuti a livello internazionale ed è ormai diventato un valore identitario per la popolazione dell’area cagliaritana. Situazione concrete e diverse utili alla costruzione del dibattito sugli attuali modelli normativi, amministrativi, procedurali, culturali e sociali e gli obiettivi per la tutela e valorizzazione del paesaggio da mettere a disposizione per i futuri amministratori del territorio, che saranno al centro del dibattito degli Stati Generali del Paesaggio promossi dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Il segretario generale di Mecenate90, Ledo Prato, ha concluso: «Come intervenire sui paesaggi compromessi a causa del degrado o del dissesto idro-geologico o da terremoti è una delle sfide che vanno affrontate con la cultura del progetto e la partecipazione delle comunità La politica vincolistica ha mostrato i suoi limiti. Se il paesaggio attraversa le competenze di più istituzioni pubbliche e farà determinare politiche di sviluppo sostenibile, allora bisogna immaginare una governance di tipo partenariale, facendo crescere quelle esperienze di innovazione che si vanno diffondendo nel Paese».