Paesaggio: le antiche tecniche agricole potrebbero aiutare a mitigare i cambiamenti climatici

I progetti europei Memola ed Hercules aiutano a gestire al meglio risorse paesaggistiche e naturali

[7 marzo 2018]

Secoli fa, gli agricoltori e le comunità rurali dell’Europa meridionale si sono adattati e sono diventati  iventare esperti in acqua, suoli, colture e gestione degli animali per mantenere le loro terre fertili e produttive. Queste pratiche hanno aiutato le comunità rurali a sopportare stress periodici come la siccità e la scarsità di cibo. José María Martín Civantos, del dipartimento di storia medievale dell’Università di Granada, si occupa della storia culturale dei paesaggi montuosi del Mediterraneo in Spagna, Italia e Albania e, insieme ai suoi collaboratori  porta avanti il progetto Mediterranean Mountainous Landscapes (Memola)  al quale collaborano anche le università di Padova e Palermo,  convinti che studiando i paesaggi del passato e il modo in cui vengono utilizzati oggi, gli scienziati possono attingere al patrimonio culturale europeo per affrontare le sfide come il cambiamento climatico e l’esodo rurale.

Secondo Civantos., «Nella corsa alla modernizzazione, all’intensificazione della produzione e alla competitività, abbiamo trascurato, dimenticato o persino scartato tutta quella conoscenza, tutto quel patrimonio, tutta quella ricchezza»

Per comprendere la coevoluzione del paesaggio con le persone checi  vivono, i ricercatori hanno condotto indagini utilizzando una tecnica di scansione laser chiamata LIDAR e creato mappe 3D dei sofisticati sistemi di irrigazione risalenti a più di mille anni fa e che venivano usati per convogliare l’acqua dalle aree dove era abbondate a quelle dove invece era richiesta. Il team ha analizzato le mappe anche utilizzando altre tecniche e discipline, comprese l’etnografia, l’idrologia, l’archeologia, l’agronomia, la botanica e scienze del suolo, Hanno anche lavorato con studenti delle scuole superiori che hanno utilizzato il popolare videogioco Minecraft per creare mondi 3D interattivi che dimostrano sistemi di irrigazione culturalmente importanti.

Tra le principali gtecniche utilizzate dai nostri avi, Memola ha identificato «l’incanalamento dell’acqua dalle vette alle aree in cui può essere utilizzata per ricaricare le falde acquifere impoverite» e il ricercatori fanno notare che «“Seminare” l’acqua nei momenti migliori e “raccoglierla” quando è più necessaria, è una tecnica sofisticata per affrontare lo stress ambientale». Civantos aggiunge che «Questo è un concetto molto moderno per la gestione dell’acqua in un bacino fluviale, ma è qualcosa che in alcune comunità è stato fatto per secoli. Idee come queste possono contribuire materialmente a politiche che migliorano la sostenibilità e aiutano a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici».

I ricercatori sono convinti che ci sia spazio per ulteriori ricerche per far rivivere l’interesse per la storia culturale della catena montuosa della Sierra Nevada in Spagna, nel nord Italia e in Sicilia: «Alcune caratteristiche che sono cadute in disuso abbastanza recentemente potrebbero trarre beneficio da un restauro mentre altre caratteristiche meno recenti non solo ci forniscono lezioni, ma possono anche contribuire alla vita contemporanea attraverso la cultura, l’istruzione o il turismo».

Per Civantos, «Vale davvero la pena preservare e promuovere (questa storia culturale), garantire le migliori pratiche nel nostro rapporto con l’ambiente, ma anche nelle nostre relazioni sociali, nel modo in cui le nostre risorse naturali e territori sono gestiti».

Non è solo il cambiamento climatico a minacciare i paesaggi europei: anche l’esodo rurale e l’urbanizzazione possono essere grossi problemi per la loro conservazione. Ma gli scienziati stanno trovando nuovi modi per raccogliere informazioni sugli aspetti significativi di un particolare territorio. Ad esempio, i ricercatori del progetto “Sustainable Futures for Europe’s Heritage in Cultural Landscapes” (Hercules) hanno sfruttato i social media e altri strumenti per rimpinguare data set incompleti, realizzando così un quadro più completo di come le persone che vivono in specifiche comunità apprezzano particolari paesaggi, non solo per il valore ecologico, ma anche per il valore culturale.

Utilizzando le piattaforme di condivisione di foto come Flickr e l’ormai defunto Panoramio, il team di Hercules è stato in grado di valutare quanto sia stato fotografato  un particolare paesaggio, fornendo un indicatore del suo valore sociale. Tobias Plieninger, attualmente in forza alle università di Göttingen e di Kassel. Germania, ma che ha coordinato il progetto Hercules mentre lavorava per l’università di Copenhagen, evidenzia che «Tra i nuovi metodi c’erano strumenti di mappatura online, con cui le popolazioni locali erano in grado di mostrarci luoghi e parti del paesaggio che erano importanti per loro per particolari ragioni».

Hercules ha messo in atto le sue scoperte attraverso il knowledge hub for good landscape practice, sfruttando gli strumenti di crowdsourcing sviluppati per fornire un kit di strumenti per la gestione del paesaggio. Combinando i frutti del suo approccio multidisciplinare, Harcules in considerazione l’ambiente naturale, i processi umani che lo hanno co-prodotto e il benessere umano che dipende dal territorio.

I ricercatori hanno anche utilizzato come un altro indicatore del valore culturale e sociale che le persone attribuiscono a particolari regioni il numero di prodotti alimentari tradizionali o prodotti a denominazione geografica e Plieninger spiega ancora: «Una cosa come il prosciutto di Parma può essere un indicatore dell’importanza culturale che può avere un paesaggio agricolo. La combinazione di questo con indicatori a livello di azienda agricola e di altro tipo può essere utilizzata per identificare e caratterizzare diversi tipi di paesaggi culturali in Europa».

Si tratta di passi avanti essenziali per  valutare come preservare i paesaggi europei di significativo valore culturale, storico e archeologico a livello locale, nazionale e paneuropeo, ma questi dati possono anche contribuire a migliorare le politiche per l’agricoltura o la biodiversità, attraverso un approccio integrato della gestione del paesaggio e del territorio, che può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu che tenga conto dei molteplici utilizzi di un territorio.

Plieninger conclude: «I paesaggi contano: ospitano molteplici valori sociali e questi valori culturali hanno un vasto insieme di significati. Alcuni di questi sono più tangibili, come ad esempio un sito per uso ricreativo. Altri forniscono collegamenti al patrimonio culturale, o addirittura alla conservazione della natura, all’agricoltura o alla silvicoltura».