Il paesaggio rurale, un jolly ad alto valore aggiunto: la Sicilia si muove

[1 settembre 2014]

L’interesse sul paesaggio rurale (definito come “porzione di territorio classificato come rurale, che pur continuando il proprio processo evolutivo conserva   evidenti testimonianze della sua origine e della sua storia, mantenendo un ruolo comunque attivo nella società e nella economia”) ha acquistato, nel corso degli ultimi anni, una sempre maggiore importanza nell’ambito delle politiche di sviluppo rurale, quale luogo di collegamento di valori economici, culturali,  ambientali ed estetici.

Già  nella fase di programmazione 2007 – 2013, infatti,  il ministero dell’Agricoltura, anche con il supporto di una apposita task-force, ha proposto con determinazione questa tematica nell’ambito del Programma Nazionale per lo Sviluppo Rurale, definendo misure dedicate alla sua salvaguardia, tutela e valorizzazione (in particolare con le misure agro-ambientali, quelle dedicate ad investimenti non produttivi, nonché alla tutela e riqualificazione dei villaggi rurali). In continuazione con la politica proattiva seguita, anche nella nuova PAC 2014-2020, la tematica del paesaggio rurale acquisirà sempre maggiore considerazione, sia per quanto già detto, sia anche quale elemento di connotazione a valenza territoriale, che determina una valorizzazione aggiuntiva delle produzioni locali, non riproducibile dalla concorrenza internazionale. Inoltre, il tema della conservazione di porzione di territori si configura come elemento importante per modulare interventi agro-climatici ambientali di salvaguardia di pratiche agricole positive per la sostenibilità ambientale e lo sviluppo del territorio.

A conferma dell’interesse del ministero per la tematica in questione, il  ministro pro tempore per le politiche agricole, alimentari e forestali, con decreto n. 17070 del 19 novembre 2012, ha istituito l’Osservatorio nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali.

La  centralità mediterranea, la diversità dei caratteri ecologici e territoriali, la grande  biodiversità, l’incontro millenario con le più importanti civiltà agrarie e con il loro patrimonio di piante, animali, tecniche, costumi e rapporti sociali hanno determinato in Sicilia  l’affermarsi di una pluralità di paesaggi agrari e agro-forestali, spesso opposti per la contrapposizione degli elementi che li definiscono. Il contrasto tra le montagne, le colline interne, le aree costiere, tra l’agricoltura del latifondo e quella del giardino mediterraneo, tra il terreno nudo del maggese e quello coperto dagli alberi emerge evidente non solo negli aspetti ambientali e produttivi ma anche nella percezione intellettuale:  ed è proprio in questa ottica che si sono già costituiti (primi in Italia) due Comitati per la registrazione dei Paesaggi Rurali Storici a Caltagirone (Bosco di Santo Pietro – 23 luglio 2014 ) e a San Michele di Ganzaria (20 agosto 2014).

Coordinatori sono stati designati rispettivamente Fabrizio Alparone e Michele Iannizzotto.

Il Registro, gestito dall’Osservatorio nazionale, sarà organizzato per la gestione della raccolta, dell’analisi e della classificazione dei dati,  assicurando la loro conservazione  e l’accessibilità ai potenziali fruitori. Dal Registro Nazionale verranno selezionate le eventuali candidature di paesaggi rurali per l’iscrizione nella lista rappresentativa del patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco,  nonché le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali da candidare nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell’Unesco. Tale sistema, allo stato attuale, non prevede nessun vincolo aggiuntivo sulle aree interessate, rispetto a quelli già esistenti, ma confida in una politica di premialità per le aree scelte, da un lato attraverso misure specifiche nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale regionali, e dall’altro attraverso la possibilità di interiorizzare nei prezzi dei prodotti tipici locali il valore aggiunto che può derivare dalla presenza di elementi positivi caratterizzanti il paesaggio delle aree di produzione, non solo ambiente, ma anche marketing dei prodotti tipici e tutela delle pratiche agricole tradizionali. Il  Registro Nazionale nasce al fine di catalogare i paesaggi rurali di interesse storico, le pratiche e le conoscenze tradizionali correlate, definendo la loro significatività, integrità e vulnerabilità, tenendo conto sia di valutazioni scientifiche, sia dei valori che sono loro attribuiti dalle comunità, dai soggetti e dalle popolazioni interessate.

Per chi volesse  approfondire informazioni all’indirizzo: http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13826