Parcheggi costieri a Portoferraio, la Soprintendenza: «Iter autorizzativo decisamente anomalo»

Un caso che ha sollevato numerose proteste di ambientalisti e cittadini

[8 settembre 2016]

Acquaviva 4

Per un doppio disguido – errato indirizzo e-mail e postale – abbiamo ricevuto solo pochi giorni fa la lettera che la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno ha inviato il 10 agosto al Segretariato Regionale MiBact della Toscana, al Comune di Portoferraio, alla Regione Toscana, al Corpo forestale dello Stato, alla Procura della Repubblica di Livorno e per conoscenza a Legambiente Arcipelago Toscano  e  che riguarda i parcheggi realizzati all’Acquaviva, “Area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del S.Lgs. 42/2004– art. 136 e 142 – Opere non autorizzate di disboscamento, sbancamento e livellamento del terreno per realizzazione di parcheggio”.

Un caso sollevato da Legambiente e da alcuni privati, del quale si è interessato in fase preliminare il TAR della Toscana – respingendo la richiesta di sospensiva –  e che quest’estate ha visto la protesta  di numerosi cittadini perché quello ed altri parcheggi costieri  hanno determinato  il caos  lungo la strada Portoferraio – Enfola, dato che, come aveva facilmente previsto Legambiente, si sono trasformati in attrattori di traffico e non  in “smaltitori” come presumeva l’amministrazione comunale, nonostante ogni esperienza precedente dimostrasse il contrario.

La comunicazione della Soprintendenza non lascia spazio ad interpretazioni:  «Considerato che l’area è interessata da vincolo paesaggistico ai sensi del  D.L.gs 42/2004 e ss.mm.ii – art. 136 | 142, l’iter autorizzativo appare decisamente anomalo rispetto al contenuto dell’art. 146 del citato Codice e prefigura un ruolo assolutamente passivo dell’organo ministeriale nella gestione del paesaggio».

La soprintendenza  evidenzia  che recentemente «aveva  invitato proprio le Amministrazioni Comunali elbane  (che evidentemente non lo fanno, aggiungiamo noi) ad attenersi alle disposizioni del Codice del Paesaggio, ai fini dello snellimento delle procedure di valutazione degli interventi sul paesaggio, nell’ottica di uno spirito di collaborazione teso a un generalizzato incremento della qualità complessiva dei progetti presentati».

Nonostante questa pesante censura, nei giorni a nelle settimane successive all’invio della nota non sono mancate  le dichiarazioni di qualche amministratore portoferraiese che diceva che era tutto a posto, pur lamentandosi dei troppi vincoli paesaggistici e urbanistici. Eppure la lettera della soprintendenza conclude: «Si chiede pertanto di relazionare approfonditamente in merito ai fatti sopra esposti, segnalando al contempo l’anomalia dell’iter autorizzativo seguito dal Comune di Portoferraio agli organi preposti per il seguito di competenza».