Parco delle Alpi Apuane, Legambiente Toscana contro l’ipotesi Putamorsi o Davini alla presidenza

«Un presidente di Parco che fa battaglie a favore delle cave all'interno di un’Area protetta non è in grado di rivestire questo ruolo»

[25 ottobre 2017]

L’Unione europea ha individuato sulle Alpi Apuane il 50% di tutta la biodiversità meritevole di tutela in Toscana, mentre l’Unesco ha accettato la catena montuosa nella Rete Global Geopark. Importanti dimostrazioni di come il Parco regionale delle Alpi Apuane abbia la grande necessità di attuare politiche di conservazione e valorizzazione sostenibile, proteggendo all’interno dei propri confini il più grande patrimonio di biodiversità e geodiversità di tutta la Toscana.

Un ruolo che secondo Legambiente Toscana non può essere adeguatamente esercitato confermando alla presidenza del Parco Alberto Putamorsi come pure a quella di Domenico Davini, i due nomi che più insistentemente stanno circolando per la guida dell’Ente.

«Stiamo parlando – dichiarano dal Cigno verde regionale – di figure che si sono scagliate contro il Piano Paesaggistico della Regione, che hanno promosso frantoi industriali e nuove strade nel cuore dell’area protetta per trasportare scaglie di marmo da 1200 metri di altezza a valle, e favorito escavazioni devastanti in aree di altissimo pregio naturalistico. Legambiente torna pertanto a chiedere d’individuare per la guida dell’Ente figure di alto profilo e di garanzia in materia di conservazione della natura e che escludano ogni ombra di conflitto d’interessi o legami con il mondo dell’escavazione del marmo».

«Un presidente di Parco – commentano Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente e Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – che fa battaglie a favore delle cave all’interno di un’Area protetta, non è in grado di rivestire questo ruolo. Chiediamo quindi di escludere personaggi come Putamorsi dalla guida delle Alpi Apuane. Legambiente non ha ripensamenti e si batterà come sempre per la tutela di uno degli ecosistemi più straordinari della Toscana e d’Europa».