Legambiente, forti gli impatti ambientali: «Risorse destinabili ad altro se ci fosse volontà politica»

La passante nord di Bologna da 1,3 miliardi di euro viola il diritto Ue?

Autostrade per l’Italia: «Modesti benefici e scarsa sostenibilità dell’analisi»

[12 gennaio 2015]

Le procedure per la futura realizzazione del passante Nord di Bologna contengono presunti inadempimenti nei confronti del diritto comunitario: è questa la motivazione con la quale Legambiente Emilia Romagna ha presentato una denuncia direttamente all’Unione europea per far luce sulla vicenda.

«Nella denuncia all’Unione europea – spiegano gli ambientalisti – sottolineiamo che il passante autostradale Nord di Bologna non può essere definito come “potenziamento fuori sede dell’esistente autostrada A14”, ma una vera e propria nuova infrastruttura autostradale. Il progetto risulta quindi in evidente contrasto con la Direttiva europea in materia di concessioni autostradali, poiché dovrebbe essere prevista una gara europea e non un affidamento diretto senza gara».

Inoltre, per il Cigno Verde  «la decisione del Governo italiano, di cui all’articolo 5 della Legge 164/2014 di prevedere per le concessioni esistenti “modifiche del rapporto concessorio in essere finalizzate a procedure di aggiornamento o revisione anche mediante l’unificazione di tratte interconnesse, contigue ovvero tra loro complementari, ai fini loro gestione unitaria”  evidenzia l’intenzione di aggirare le Direttive europee e di consentire adeguamenti che in particolare nelle aree urbane, proprio a partire dal Passante di Bologna, porterebbero a affidamenti senza gara di opere rilevanti».

Già nel 2009, dopo un reclamo di Legambiente, l’Ue aveva emesso una comunicazione  nella quale sottolineava che  per assicurare la conformità al diritto comunitario degli appalti pubblici e delle concessioni nel caso di realizzazione del Passante Autostradale di Bologna sarebbe stata necessaria una gara di appalto. Il Cigno Verde ricorda che «All’epoca la procedura d’infrazione fu chiusa dopo che le Autorità italiane si erano impegnate in tal senso. Oggi la situazione non è cambiata rispetto al 2009».

Gli ambientalisti apprezzano  la presa di posizione delle Associazioni agricole, che si sono unite al folto gruppo di cittadini, associazioni e comitati già contrari alla realizzazione del Passante Nord. Opera che Autostrade per l’Italia giudica nei suoi stessi documenti inutile, con «modesti benefici trasportistici attesi per la collettività», «consistenti impatti territoriali ed ambientali», e «scarsa sostenibilità dell’analisi costi-benefici». Legambiente conclude: «Nonostante questo si vogliono utilizzare non meno di 1.300 milioni di euro per la sua realizzazione, destinabili ad altro se solo ci fosse la volontà politica di farlo».