Passi avanti per la creazione dell’Osservatorio nazionale sull’erosione costiera

Checcucci: «Si apre una nuova fase di collaborazione in Italia tra i soggetti che hanno competenza in materia di difesa e gestione delle coste»

[6 agosto 2018]

Una fetta consistente dei circa 8mila km di coste che segnano i confini del nostro Paese è già oggi in pericolo: Gilberto Pambianchi, presidente nazionale dei Geomorfologi italiani, stima in 1.534 i chilometri di costa in forte erosione costiera. Un pericolo che per essere affrontato necessita di una regia a livello nazionale.

Per questo nei giorni scorsi il ministero dell’Ambiente ha avviato il percorso di istituzione e creazione dell’Osservatorio nazionale sull’erosione costiera – l’evoluzione dell’antecedente Tavolo nazionale sull’erosione costiera –, con una prima riunione presieduta dal direttore generale della direzione generale per la Salvaguardia e la tutela delle acque, Gaia Checcucci.

Un progetto che vede coinvolti, oltre alle Regioni rivierasche e all’Ispra, anche il Mibact per le competenze sul paesaggio costiero, il Mit per le competenze sul demanio marittimo e porti, il Md – Istituto idrografico della Marina per le competenze sulla cartografia costiera, tutte le Autorità di bacino distrettuali per le competenze sulla pianificazione di bacino, e i principali portatori di interesse economico sui grandi porti, i porti turistici e spiagge balneari.

«Si apre una nuova fase di collaborazione in Italia tra i soggetti che hanno competenza in materia di difesa e gestione delle coste – spiega il direttore generale Gaia Checcucci – e che hanno interessi nello sviluppo economico delle coste, con l’obiettivo unico di favorire uno sviluppo sostenibile della fascia costiera e la difesa di quella risorsa naturale che rappresenta l’elemento caratterizzante del paesaggio della penisola e delle isole italiane. I prodotti che ne deriveranno saranno già condivisi a scala nazionale».

Per il momento è stata illustrata e consegnata durante la riunione una bozza di protocollo d’intesa per l’istituzione dell’Osservatorio, e sono stati condivisi alcuni principi e obiettivi comuni alla base delle attività future. Tra gli obiettivi fissati si possono curare quelli relativi a proposte di indirizzi e criteri generali per la difesa delle coste e individuazione degli ambiti costieri di riferimento, che saranno le regole di base per la redazione dei Piani per la difesa della costa, che dovranno essere omogenei a scala nazionale e a copertura di tutto il territorio costiero. Con i Piani si potrà quindi regolare l’uso del territorio costiero e individuare con precisione le azioni da compiere portando così a regime il finanziamento degli interventi di difesa costiera. Grande attenzione verrà posta anche alla formulazione di proposte di allineamento delle norme che regolano l’uso dei sedimenti lungo i corsi d’acqua e nelle aree costiere, con la consapevolezza che la gestione dei litorali parte dal bacino idrografico  a prescindere dai limiti amministrativi o dai limiti di aree tutelate, fino al mare.

Più in generale, essendo noto che il fenomeno dell’erosione costiera si inquadra all’interno di processi di dinamica costiera, riconducibili sia a cause naturali che, in particolar modo, agli effetti di numerose cause di natura antropica che agiscono lungo i bacini versanti (come nel caso di estrazioni in alveo, di invasi artificiali, di rimboschimenti, sistemazioni idrauliche, subsidenza delle aree di pianura per emungimenti) o lungo la stessa linea di costa (opere portuali, foci armate, opere di difesa costiera), l’obiettivo sarà quello di esaminare le problematiche nel loro complesso e di offrire specifiche linee guida agli operatori del settore, tenendo conto delle concause e delle possibili azioni di adattamento o prevenzione anche in relazione agli effetti attesi dei cambiamenti climatici.

«Questo è un passaggio estremamente importante –  commenta a chiusura della riunione Massimo Lucchesi, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale – perché è l’avvio di un percorso che porterà alla creazione dell’Osservatorio nazionale sull’erosione costiera, il futuro cardine nello sviluppo e nella condivisione delle conoscenze sulle dinamiche costiere e sui fenomeni erosivi ma anche il soggetto che avvierà proposte di integrazione normativa e darà continuità alla programmazione delle azioni per la difesa e la gestione delle coste».