Peretola, Sgherri: «Stralciare pista dalla variante al Pit»

[27 febbraio 2014]

Si stralci definitivamente la nuova pista dell’aeroporto di Firenze dalla variante al PIT. Ci sono oggi tutte le condizioni per farlo, di fronte alla “disfida”  a cui si assiste.  Da una parte Enac (e prima ADF) che non solo sponsorizza come unica possibile la soluzione “pista lunga” e boccia quindi la scelta regionale, ma afferma che la decisione sta ad essa e al livello nazionale, e il deputato renziano Bonifazi che ci va giù pesante a sostenere la stessa soluzione; dall’altra da Pisa il deputato Fontanelli e il sindaco Filippeschi che ci vanno giù  altrettanto pesanti nella sostanza dicendo che se si sceglie la pista lunga si sceglie la competitività fra i due scali e allora niente holding, e ciò farebbe saltare il “sistema aeroportuale toscano”, sistema che è l’unica soluzione per “aggirare” i possibili ricorsi derivanti dai nuovi limiti dettati dalle normative europee. In tutto ciò si profila un forzare la mano sulla variante al PIT in corso di approvazione. La scelta della nuova pista non può essere predeterminata altrove! E questo lo diciamo da posizioni di contrarietà a qualunque nuova pista, e tanto più perché quanto si sostiene oggi, pur per obbiettivi contrapposti, non fa che confermare tutte le nostre motivazioni contrarie a suo tempo esplicitate.

Emerge quindi un quadro che ormai richiede, nel merito e nel metodo, di stralciare la “pista” dalla variante al PIT. Nel merito. Per quanto riguarda la pista “lunga” si creerebbe una concorrenza diretta fra i due scali toscani di Firenze e Pisa che punterebbero meramente a “rubarsi” i voli e passeggeri (a saldo zero quindi per la Toscana nel suo insieme) fra loro e quindi proprio il contrario dell’auspicata integrazione: ciò vorrebbe dire niente holding. Sulla pista corta invece si conferma quanto abbiamo sempre sostenuto, cioè che Adf non ha le condizioni per sostenere l’investimento enorme (si è parlato di 240 milioni di euro, impossibilità che la stessa ADF di fatto ammette contestando i costi di messa in sicurezza del territorio e “provando” a scaricarli sulla parte pubblica) e soprattutto perché gli anni di ammortamento sarebbero più che raddoppiati se la pista fosse solo di 2000 metri:  per motivi di sicurezza, gli aeromobili sarebbero in grado di atterrare e decollare solo a metà carico di passeggeri, con il dimezzamento dell’eventuale guadagno. Avevamo parlato su questo del gioco delle tre carte, sarebbe gravissimo che  oggi fosse imposta una sola opzione, celandosi dietro le competenze statali, e cioè che alla fine il governo dell’ex sindaco fiorentino Renzi imponesse la scelta gradita a Enac e ADF. Cui prodest? Certamente non alla Toscana e ai suoi cittadini.

di Monica Sgherri, Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale