Pericolosità idraulica Rari Nantes, Crescioli: sono disponibili soluzioni alternative

[25 luglio 2013]

L’assessore all’Ambiente e alla Difesa del Suolo della provincia di Firenze, Renzo Crescioli, rispondendo ad una interrogazione consiliare, ha ripercorso la vicenda inerente il rischio idraulico, della struttura della società Rari Nantes le cui origini risalgono a 15 anni fa.

«Questa amministrazione lo scorso 3 luglio 2013 ha inviato un avviso di sgombero coattivo per il giorno 16 settembre prossimo nei confronti della Società Rari Nantes Florentia riguardo l’area demaniale occupata in riva sinistra d’Arno, in esecuzione dell’ordinanza emessa nel 1998 dalla Direzione Compartimentale del Territorio di Firenze del ministero delle Finanze, al tempo competente per la gestione del Demanio Fluviale, di intimazione al rilascio delle aree e ripristino dei luoghi entro il 30 novembre 1998».

«L’ordinanza – ha aggiunto  Crescioli – fu adottata sulla base del parere del ministero dei Lavori Pubblici, che si espresse negativamente sul rinnovo della concessione alla Rari Nantes negando la compatibilità idraulica delle strutture».

La società si oppose al provvedimento con ricorso al Tar, ottenendo una sospensiva, ma allo scadere della quale (nel 1999), il ricorso non fu più ripresentato e dal 2010 è divenuto inoppugnabile. Quindi «l’ordinanza del 1998 è da considerarsi valida, e la sua esecuzione da parte di questa Amministrazione è un atto dovuto. Occorre precisare – ha continuato Crescioli – che le valutazioni tecniche sulla pericolosità idraulica rappresentata dalla presenza sulle sponde delle strutture sono da considerarsi tuttora valide. Nel 1966 le strutture della Rari furono investite dalla piena dell’Arno e, come testimoniato da numerose foto, crollarono producendo tra l’altro un dannoso effetto diga a causa del materiale trasportato dalle acque che provocò una riduzione della sezione libera con conseguente aggravio del rischio in quella zona e nessuno studio è in grado, ad esempio, di simulare eventi imprevedibili come la quantità e le dimensioni del materiale flottante in alveo durante una piena eccezionale; questi ultimi dipendono infatti da condizioni di monte non stimabili a priori. L’alveo e le sponde dei fiumi (soprattutto a carattere torrentizio come l’Arno) devono essere lasciati quanto più possibile liberi da interferenze. Per queste ragioni la legge sancisce una fascia di rispetto assoluto e non ammette deroghe o discrezionalità».

La storica società Rari Nantes ha dato lustro allo sport nazionale nella pallanuoto, nel nuoto, nei tuffi e rappresenta anche un riferimento importante per i fiorentini che hanno voluto prendere confidenza con l’acqua (vengono realizzati corsi di nuoto per tutti i livelli), quindi in tal senso va tutelata. Ciò detto e pur valutando che la struttura è stata ubicata sulle rive dell’Arno quando ancora molte norme sul rischio idraulico non erano state concepite,  non si può andare in deroga a quanto prevede la legge per la tutela dell’incolumità generale e in tal senso la provincia sta procedendo in modo ineccepibile secondo legge, non distinguendo tra strutture di “serie A” e strutture di “Serie B”.

«La Provincia non ha certo scoperto il problema nelle ultime settimane», ha continuato l’assessore. «Nel 2009 la Direzione Difesa del Suolo avanzò a Rari Nantes la proposta di una concessione di 9 anni subordinata all’abbattimento progressivo delle strutture non in regola quantomeno dal punto di vista urbanistico. Rari Nantes non accolse tale proposta, che oggi non più praticabile a causa della legge regionale n. 21/2012, emanata dopo gli eventi alluvionali di Aulla, che ha di fatto esaurito ogni margine di discrezionalità. Anche nei mesi scorsi, in costante raccordo col Comune di Firenze, abbiamo seguito la questione».

Crescioli infine ricorda che sono possibili soluzioni alternative: «È degli scorsi giorni la conferma pubblica, da parte del presidente Barducci e del sottoscritto, della piena disponibilità a individuare soluzioni per la Rari Nantes, ricordando che esistono aree, anche in riva destra dell’Arno, che la provincia può mettere a disposizione del Comune e che possono ospitare gli impianti sportivi. Il comune stesso, nel Regolamento urbanistico, ha individuato ben tre aree, nelle vicinanze e lungo il corso del fiume Arno, dove sarà possibile l’insediamento di un nuovo impianto», ha concluso l’assessore.