Piano del Porto di Marciana Marina, lettera a Ministro, Soprintendenza e Provincia di Livorno

«Un deciso intervento per evitare un vero e proprio scandalo paesaggistico»

[6 luglio 2016]

Marciana Marina

La Lista civica Insieme, Legambiente e Italia Nostra Arcipelago Toscano  e il Comitato cittadino porto comune hanno inviato una lettera congiunta al ministro dei beni e delle attività culturali e alla Soprintendenza nella quale  ricordano che «Come oramai noto, anche alla luce della rilevanza assunta sui media nazionali, regionali e locali, l’Amministrazione Comunale di Marciana Marina (Isola d’Elba – LI), ha approvato, a maggioranza, il 17 marzo 2016, il Piano Regolatore Portuale e la variante al Regolamento urbanistico per la cosiddetta “riqualificazione” del porto turistico di Marciana Marina. Tale unilaterale approvazione, oltre ad avere ricevuto inascoltata opposizione nel Consiglio Comunale, è stata immediatamente criticata, nei contenuti, da larghissima parte della cittadinanza (mai adeguatamente informata e coinvolta), dal locale Comitato per il Porto, dalle categorie economiche, da Associazioni ambientaliste e culturali».

Comitato, Lista civica e ambientalisti, facendo esclusivo riferimento alla documentazione ufficiale pubblicata all’Albo Pretorio del Comune di Marciana Marina, ritengono necessario chiedere chiarimenti ed interpretazioni sulle posizioni realmente assunte da ministero e Soprintendenza, evidenziando che «Nel documento “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale e Relazione di Incidenza Ambientale – AV01 AN REL”, a pagina 142 si legge testualmente , quale “indicazione da seguire”, da parte di Codesto Ministero e di Codesta Soprintendenza: “Si fa, comunque, presente, a solo titolo informativo, che questa Soprintendenza ritiene di poter esprimere sin d’ora il suo dissenso alla realizzazione di opere in cemento a mare, che dovranno, invece, essere realizzati utilizzando solo grossi massi naturali della zona, in modo che rispondano ai requisiti funzionali di sicurez.za e di aspetto estetico e paesaggistico idoneo all’ambiente marino protetto. Questo ufficio esprime, inoltre, il suo dissenso anche per la realizzazione di opere in cemento e in muratura in corrispondenza della spiaggia, dell’area demaniale e della costa, che dovranno, invece, avere le caratteristiche naturali e di reversibilità e quindi prevedendo l’utilizzo solo di materiale naturale (pietra del luogo naturale, legno marino ecc.), evitando perciò le gettate in c.l.s. che non garantiscono la conservazione della naturale immagine della zona”».

Ma la coalizione anti-Piano del Porto fa notare che «Nel progetto approvato a maggioranza dalla Amministrazione comunale sono previste, al contrario, opere a mare in cemento, per una superficie complessiva di oltre 3.000 metri quadrati, praticamente mezzo campo di calcio nel bel mezzo di una delle più belle rade del Mediterraneo, oltre ad edificazioni sulla testata dei nuovi moli ed a pesanti scavi e dragaggi proprio sotto il monumento simbolo del paese, la “Torre”, per sistemarvi improbabili “gru a scomparsa”. E’ proprio questo che intendeva la Soprintendenza ? Come è possibile che il procedimento di adozione e di successiva approvazione del Piano Regolatore del porto, abbia, invece, potuto proseguire indisturbato il proprio cammino ? La Soprintendenza, in particolare, è stata informata sul fatto che il progetto non stava tenendo in alcun conto delle sue indicazioni ? ovvero ha accettato il mancato rispetto di tali indicazioni ? Ci chiediamo se non sia proprio questo un caso emblematico di tutela del paesaggio italiano, ed elbano in particolare, missione riconosciuta di una Soprintendenza sempre meritoriamente attenta a tale aspetto».

Per questo Lista civica Insieme, Legambiente, Italia Nostra e Comitato chiedono «Un pronunciamento chiaro del Ministero e della Soprintendenza e, pur nel rispetto dei ruoli istituzionali di tutti gli Enti coinvolti, un deciso intervento per evitare un vero e proprio scandalo paesaggistico, prima che i danni maturino irrevocabilmente»

In un’altra lettera inviata alla Provincia di Livorno, le stesse organizzazioni scrivono: «Nel documento “Valutazione Ambientale Strategica – Rapporto Ambientale e Relazione di Incidenza Ambientale – AV01 AN REL”, alle pagine 136-139, si legge testualmente, quale contributo tecnico da parte di Codesta Provincia (Delibera 4/5/2010 ) la richiesta argomentata di approfondimenti richiesti/indicazioni in merito a: impatti della realizzazione delle opere sull’evoluzione morfometrica del litorale; invarianza della linea di costa (“anche l’orizzonte percettivo paesistico che si estende per la profondità di 1 km nell’entroterra, l’orizzonte percettivo paesistico visivo marino, rappresentato dal contesto mare-costa e esteso per una profondità in mare di 12 miglia nautiche”); garanzia della qualità delle acque di balneazione: “sarà necessario adeguare la rete fognaria alle nuove infrastrutture previste in occasione delle opere in progetti” (….omissis…) e “informazioni più dettagliate in merito ai tempi di adeguamento dell’impianto di depurazione, in relazione a quelli di realizzazione delle nuove strutture”; specifiche misure di inserimento paesaggistico per le attrezzature portuali e diportistiche, in considerazione del delicato equilibrio tra attrezzature per la nautica e qualità della balneazione; impatti sull’economia portuale (“confronti tra la situazione attuale ed i futuri scenari sulla base

di proiezioni economiche riconosciute”) e impatti sul mondo del lavoro (“Analisi dell’impatto sul mondo del lavoro calato nella realtà elbana”)».

Lista civica, Legambiente, Italia Nostra e Comitato chiedono: «E’ al corrente, la Provincia, che nulla di tutto ciò è stato preso in considerazione o eseguito? Come è possibile che il procedimento di adozione e di successiva approvazione del Piano Regolatore del porto, abbia, invece, potuto proseguire indisturbato il proprio cammino, nonostante quanto sopra e tutte le osservazioni presentate? La Provincia è stata informata del fatto che il progetto non stava tenendo in alcun conto delle sue indicazioni?»

Dopo queste preoccupanti premesse, il fronte del No al Piano del Porto chiede «Un pronunciamento chiaro della Provincia e, pur nel rispetto dei ruoli istituzionali di tutti gli Enti coinvolti, un suo deciso intervento per evitare un vero e proprio scandalo paesaggistico e socio-economico, prima che i danni maturino irrevocabilmente».