Il Piano strutturale di Lucca elude legge regionale e Piano paesaggistico?

Le criticità secondo l’Osservatorio Partecipato Lucchese e Paolo Baldeschi

[26 ottobre 2016]

lucca

L’Osservatorio Partecipato Lucchese ha rilanciato le osservazioni e considerazioni – pubblicate su Eddyburg – del Presidente della Rete dei comitati per la difesa del territorio, Paolo Baldeschi, sul nuovo Piano strutturale adottato dal Consiglio comunale di Lucca.

Secondo l’ Osservatorio Partecipato Lucchese, le principali criticità che emergono dall’articolo sono:

Circa 100 ettari di territorio, precedentemente a destinazione rurale e agricola, vengono inglobati nell’area urbanizzata; Viene previsto consumo di suolo agricolo al di fuori del territorio urbanizzato senza nessuna quantificazione; Entrambi i punti implicano nuove e non specificate edificazioni, sia residenziali che industriali; L’adeguamento al Piano paesaggistico è meramente formale, con ampie parti  semplicemente ricopiate dal Piano regionale, senza nessun approfondimento, nonostante la differenza di dettaglio; Per ultimo ma di importanza fondamentale, la VAS (Valutazione ambientale strategica) non contiene le informazioni previste dalla legge regionale 10/2010, relativamente all’impatto ambientale.

Secondo l’Osservatorio si tratta di una «Grave omissione che ci porta a chiedere come può un Piano Strutturale, il cui scopo è quello di propiziare il percorso di una comunità per i prossimi 20 anni, non farsi carico di indagini approfondite e reali approfondimenti sulla biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora, la fauna, il suolo, l’acqua, l’aria, i fattori climatici, il patrimonio culturale ecc, rimandando anomalamente, mancando un confronto, politiche e azioni al piano operativo di esclusiva competenza della Giunta comunale».

L’ Osservatorio Partecipato Lucchese conclude: «Ci aspettiamo risposte concrete e motivate alle osservazioni presentate, certi del percorso partecipativo che l’Amministrazione lucchese ha promosso e di cui si onora, per giungere ad una redazione realmente condivisa del Piano Strutturale. In tale ottica si richiede una riapertura del confronto per correggere l’impostazione errata».