“Piano strutturale unico” dell’Elba, la strana fretta elettorale dopo 10 anni di rinvii

Legambiente scrive a Sindaci, Regione e Provincia: «Impossibile la partecipazione. Prorogare i termini»  

[16 luglio 2014]

Legambiente ha scritto una lettera ai Sindaci dei Comuni di Campo nell’Elba, Marciana, Portoferraio e Rio nell’Elba, all’assessore all’urbanistica regionale Anna  Marson e ai presidenti della Regione Toscana, della Provincia di Livorno e del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, sulla recente adozione del cosiddetto “Piano Strutturale Unico” di 4 Comuni dell’Isola d’Elba.

Il Cigno Verde isolano ricorda che «il 16 luglio 2014, dopo anni di polemiche e confronti pubblici e le osservazioni di Legambiente ad alcuni Piani Strutturali dei Comuni dell’Isola d’Elba che rivelarono che sull’isola si prevedeva di costruire almeno altri, 2,5 milioni di m3 di cemento, dopo la nascita del movimento “S.O.S. Elba” che raccolse migliaia di firme contro quelle previsioni urbanistiche, l’allora assessore regionale all’Urbanistica Riccardo Conti, nel corso di una riunione con i comuni dell’Elba, accolse la proposta di «Realizzare un unico piano strutturale per tutta l’isola» asserendo che “Sarebbe questo  il modo più efficace per garantire condizioni di sviluppo equilibrato e sostenibile all’isola. Dieci mesi fa ‘abbiamo sottoscritto insieme a tutti gli enti locali interessati un accordo per coordinare tutti gli strumenti urbanistici. Credo che siano maturi i tempi per compiere un passo in più: giungere a un piano unico, condiviso da tutti, e realizzato per dare la risposta migliore ai bisogni dell’isola”».

Nella lettera gli ambientalisti sottolineano che «In diversi incontri pubblici precedenti e successivi l’assessore Conti, la Provincia di Livorno e gli amministratori comunali elbani assicurarono che il percorso verso il Piano Strutturale unico sarebbe avvenuto con il coinvolgimento diretto di Regione e Provincia al “Tavolo Tecnico” (Poi diventato l’Ufficio di Piano Gestione Associata Piani Strutturali per la formazione dei Piani Strutturali dei Comuni di Campo nell’Elba, Marciana, Portoferraio e Rio nell’Elba) e con quello costante ed essenziale delle associazioni che avevano sollevato il caso delle proposte cementificatorie e della comunità elbana in tutte le sue componenti. Invece, nei 10 anni successivi non solo si è continuato ad approvare Piani Strutturali, Regolamenti Urbanistici, varianti e variantine, ma anche a costruire in norma di salvaguardia, nonostante diversi comuni non avessero strumenti urbanistici approvati secondo la Legge Regionale 1/2005. Alla fine il “Piano Strutturale unico dell’Elba” si è trasformato nella proposta di un Ufficio di Piano Gestione Associata Piani Strutturali di solo 4 amministrazioni comunali su 8  e la cui attività è stata caratterizzata da opacità e dalla completa mancanza della condivisione con la società civile elbana che sarebbe dovuta essere alla base, secondo quanto più volte ribadito e promesso dagli amministratori pubblici, dell’ormai cosiddetto “Piano Strutturale Unico dell’Isola d’Elba”».

La situazione ha avuto un’improvvisa accelerazione a 10 anni dall’annuncio della Regione Toscana, «Esattamente alla vigilia di elezioni comunali – evidenzia Legambiente – che hanno completamente rinnovato, anche con cambi di maggioranza politica, 5 amministrazioni Comunali dell’Elba, compreso le 4 aderenti all’Ufficio di Piano Gestione Associata Piani Strutturali, è stato adottato il cosiddetto “Piano Strutturale” unico da parte dei 4 Comuni che facevano parte del Tavolo Tecnico, il tutto mentre la regione adottava il nuovo Piano Paesaggistico e sta discutendo della nuova Legge Urbanistica, destinati a cambiare radicalmente i criteri per la realizzazione dei Piani Urbanistici locali».

Così, oggi i 4 Consigli Comunali interessati si trovano «Nella  situazione di un’adozione avvenuta a ridosso di un periodo elettorale durante il quale non è stata possibile nessuna interlocuzione con i “responsabili” politici delle scelte prospettate dal Piano, con nuove maggioranze, in tre casi  ( Campo nell’Elba, Portoferraio e Rio nell’Elba) di diverso segno politico, che non hanno condiviso quelle scelte e nella completa mancanza della promessa partecipazione delle associazioni e dell’opinione pubblica in generale. A questo va aggiunto che o stesso staff tecnico che ha redatto le proposte, a cominciare dal principale responsabile, non necessariamente gode più della fiducia delle nuove amministrazioni comunali insediatesi solo poche settimane fa e per le quali crediamo risulti praticamente impossibile dare un giudizio ponderato e basato su un’attenta analisi politica, ambientale e sociale del lavoro svolto in 10 anni di “Tavolo Tecnico”».

Per gli ambientalisti «E’ ancora più chiaro che per un semplice cittadino o una qualsiasi associazione è praticamente impossibile affrontare l’analisi delle linee guida e poi fare osservazioni puntuali del “Piano Unico” che poi si frammentano nei vari Piani Strutturali adottati, in questa situazione la visione unitaria del territorio e la promessa partecipazione e coinvolgimento non sono state e non sono realizzabili».

Legambiente Arcipelago Toscano si rende conto che ci sono Comuni che, per colpa delle amministrazioni precedenti, non hanno nemmeno un Piano Strutturale, quindi «Non intende interrompere un percorso unitario seppure frammentato, che ha tradito gli intenti originari e costellato di sbagli voluti e false promesse, ma chiede alle Amministrazioni Comunali interessate di recuperare almeno in parte il necessario percorso partecipativo e di confronto, prorogando i termini per le osservazioni a quanto adottato ed attuando nel mese di settembre una serie di iniziative per presentare pubblicamente le linee generali del cosiddetto “Piano Strutturale Unico” e chiarire come le nuove amministrazioni elette intendono declinarle a livello comunale e con quali proposte di modifica rispetto a quanto proposto dall’ all’Ufficio di Piano Gestione Associata Piani Strutturali e poi adottato da maggioranze consiliari ormai del tutto sostituite o fortemente cambiate».

Per Legambiente Arcipelago Toscano «In questo percorso bisogna che la Regione Toscana recuperi quel ruolo di proposta, controllo ed indirizzo promesso dieci anni fa dall’assessore Conti e mai esercitato, anche per garantire che quel simulacro di “Piano Strutturale Unico” licenziato improvvisamente a ridosso delle elezioni sia almeno conforme al Piano Paesaggistico adottato ed alle linee della nuova Legge Urbanistica regionale in discussione, per non trovarsi ancora a discutere dell’eterna anomalia urbanistica elbana».