Oggi il nuovo vertice al ministero dello Sviluppo economico

A Piombino non convince più neanche il polo agroalimentare

Rossi: permanendo l'inadempienza di Cevital potrebbe essere rivista anche l'assegnazione delle aree portuali

[20 settembre 2017]

È terminata la riunione convocata oggi al Ministero dello sviluppo economico dal ministro Carlo Calenda per fare il punto, insieme al commissario Piero Nardi e alle organizzazioni sindacali – che relazioneranno in serata su quanto avvenuto a Roma in una assemblea all’hotel Phalesia – sulla difficile situazione del polo industriale di Piombino dopo l’inadempimento degli obblighi assunti da Cevital con la firma dell’addendum lo scorso 30 giugno.

«A Piombino il bisogno di certezze diventa fortissimo – commenta da Roma il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi – Io ho avuto modo di incontrare Jindal, che si è detto interessato all’acquisizione. Credo che chiunque sia l’eventuale subentrante la nostra attenzione debba concentrarsi sulle condizioni di gestione, sul piano industriale, sugli investimenti, ma soprattutto sull’aspetto occupazionale. Se dovessimo essere in presenza di un’offerta che prevede la possibilità di tornare a produrre acciaio, con le dovute cautele ed attenzioni dovremmo prenderla in seria considerazione».

Il presidente Rossi ha poi fatto un quadro della situazione complessiva del polo e del porto piombinesi, così da illustrare ai presenti la situazione, alla luce delle informazioni raccolte dalla Regione e degli studi effettuati, in particolare sulla questione della realizzazione del polo agroalimentare prevista dall’addendum entro il luglio 2018, ma presentata da Rebrab sin dal suo arrivo a Piombino.

Dalla Regione affermano ora che lo studio commissionato all’Irpet giudica il progetto «non convincente, anche perché prevede investimenti superiori a quelli promessi nel settore siderurgico». Il presidente Rossi ha quindi aggiunto che, una volta realizzato l’escavo dei fondali a 20 metri, e permanendo l’inadempienza di Cevital, potrebbe essere «rivista anche l’assegnazione delle aree portuali destinate alla piattaforma agroalimentare».