Pisa. Ex Colorificio: lunedì la sentenza sull’istanza di sequestro

Paolo Maddalena, già presidente della Corte Costituzionale: «All’Ex Colorificio si agisce nell’ambito della legalità costituzionale»

[20 settembre 2013]

Si è conclusa intorno alle 10.30 di questa mattina l’udienza presso il Tribunale di Pisa che ha visto contrapposte in aula gli attivisti dell’Ex Colorificio Liberato, e la multinazionale J-Colors, proprietaria dell’immobile, che ha presentato richiesta di sequestro preventivo del complesso ubicato in via Montelungo a Pisa.

In occasione dell’udienza era stato indetto un presidio di fronte al tribunale, al quale hanno preso parte un centinaio di persone tra cui anche l’ex senatore Giovanni Russo Spena. Durante l’udienza gli avvocati difensori dell’ex Colorificio – Ezio Menzione e Tiziano Checcoli – hanno più volte richiamato il principio costituzionale della funzione sociale della proprietà privata, evidenziando come esso non abbia bisogno di alcuna legge attuativa, in quanto fondativo, imprescindibile e troppo spesso dimenticato in sede di giudizio. «L’esposizione della difesa – scrivono dal Colorificio – è stata puntuale nell’evidenziare, da un lato, la necessità di spostare i termini della discussione dall’attuale dimensione penale a una più propriamente civile; dall’altro la totale mancanza di validi presupposti tecnici per giungere in tempi brevi a un sequestro».

All’uscita dall’aula gli avvocati difensori Menzione e Checcoli hanno dichiarato: «La posizione espressa durante il dibattimento affondi le proprie radici in quel documento fondamentale che ci costituisce come stato sociale, ridefinendo anche in questo senso i limiti della proprietà. Ci siamo ritrovati di fronte a una situazione paradossale – ha scherzato l’Avv. Checcoli all’uscita dal tribunale – ovvero nei panni dei ‘conservatori’ per aver l’attenzione su un aspetto troppo spesso trascurato della nostra carta costituzionale. Quella che si vorrebbe far passare come una manovra evolutiva, è in realtà la semplice richiesta di osservare nella sua puntualità quanto già previsto dalla Carta Costituzionale. Resta un fatto: ora lo stabile di via Montelungo è aperto vivo e partecipato, il sequestro preventivo ne determinerebbe una rinnovata chiusura a totale detrimento della cittadinanza pisana».

Il Collegio dei Giudici si è riservato di decidere in merito nei prossimi giorni; avrà 72 ore prima di emettere la sentenza, che non è affatto scontata come ricorda Paolo Maddalena, già presidente emerito della Corte Costituzionale: “Tutto capita nelle sentenze”. Lo stesso Maddalena, estensore della petizione popolare in difesa dell’ex Colorificio Liberato, che ha raggiunto le 5.000 firme, ha chiesto un incontro con il sindaco di Pisa Marco Filippeschi e la Conferenza dei Capigruppo.

L’incontro con il Sindaco non si è tenuto ma l’ex presidente della Corte Costituzionale è stato ricevuto prima dai capigruppo poi dall’assessore al bilancio Andrea Serfogli. “Credo di avertli interessati – dice Maddalena a greenreport.it – ci siamo dati un appuntamento per aggiornarsi sull’evolversi della vicenda. Ho invitato tutti i rappresentanti politici a leggere bene la Costituzione, secondo la quale non esiste solo la libertà economica privata, e secondo la quale la tutela della proprietà privata è riconosciuta allo scopo di assicurarne la funzione sociale. Un proprietario che licenzia e delocalizza all’unico scopo di trarne maggiore profitto non può invocare la tutela giuridica».

E rispetto al colloquio avuto con l’esponente della giunta Filippeschi, Maddalena afferma: «Ho trovato una gentile accoglienza: chiaramente ognuno ha le sue posizioni politiche, ma a me preme sottolineare che le nostre posizioni hanno validità e consistenza giuridica, l’invito a studiar meglio la costituzione vale anche per chi minimizza questa validità».

Sulla richiesta di variante urbanistica presentata dalla J-Colors, Maddalena aggiunge: «Il gruppo che svolge attività all’interno dell’Ex Colorificio agisce nell’ambito della legalità costituzionale. Qualsiasi provvedimento atto a mutare la destinazione del bene, in una misura diversa dall’utilità sociale è impugnabile davanti al Tar. Ho lasciato la Corte Costituzionale da due anni e da allora ho messo a disposizione la mia esperienza per queste cause: mi interessa uscire dalla crisi e l’unica via è applicare la costituzione con coraggio, non restiamo nell’ingranaggio mortale della speculazione finanziaria. La strada intrapresa dall’Ex Colorificio è quella giusta».

In attesa di conoscere la sentenza, all’Ex Colorificio comincia oggi la tre giorni “Commons|Properties”, il cui programma completo è reperibile qui:   http://www.inventati.org/rebeldia/movimenti/common-properties.html

C.C.