Pisa. Richiesta di variante edilizia per l’Ex Colorificio

Gli attivisti del Municipio dei Beni Comuni denunciano il rischio speculazione edilizia

[12 settembre 2013]

Il prossimo 20 settembre ci sarà l’udienza con la quale verrà sciolto il nodo sull’istanza di sequestro per l’Ex Colorificio, la fabbrica pisana liberata da associazioni e cittadini quasi un anno fa e restituita alla cittadinanza. In attesa di questa data prosegue la raccolta firma per la petizione, promossa da autorevoli giuristi come Paolo Maddalena, già presidente della Corte Costituzionale, con cui si chiede di non sgomberare questa straordinaria esperienza che tanta attenzione sta ricevendo anche a livello nazionale.

Il destino del Colorificio è però legato a filo doppio con il futuro urbanistico della città di Pisa, non solo alle decisioni della magistratura.  È stata infatti presentata, da parte della multinazionale proprietaria dell’area, la J-Colors, una richiesta di variante urbanistica finalizzata alla costruzione di nuovi edifici residenziali.

Lo comunicano gli attivisti del Municipio dei Beni Comuni, la sigla che riunisce le realtà impegnate nel recupero dell’area. «Il progetto – scrivono – formalizzato al sindaco di Pisa lo scorso 15 luglio e di cui siamo venuti a conoscenza in questi giorni, prevede la richiesta di una variazione della destinazione d’uso dell’area a fini residenziali, allo scopo di realizzare appartamenti per un totale di 35 mila metri cubi»

Una richiesta che confermerebbe gli intenti speculativi sull’area: «La J Colors, la stessa che ha licenziato decine di operai e delocalizzato un marchio storico della città, è giunta venti anni fa a Pisa per un interesse puramente speculativo». Da parte di J Colors, aggiungono, non ci sarebbe «alcun interesse a riprendere l’attività produttiva, come dimostra lo stato di abbandono in cui versa la fabbrica ormai da oltre 5 anni. E ancor di più lo dimostra il fatto che dal 2010 l’immobile di via Montelungo è stato dismesso, tanto che dall’aprile 2012 l’azienda ha comunicato ufficialmente la cessazione dell’unità operativa, unità che era già stata sospesa negli anni passati con il licenziamento degli ultimi operai nel gennaio del 2009, atto conclusivo di un progressivo processo di smantellamento dell’impianto di produzione».

Ripercorrono quindi la storia del rapporto fra J Colors e la città di Pisa:
«Torniamo alla seconda metà degli anni Novanta. L’atto d’acquisto con cui J Colors diventa proprietario del marchio del Colorificio Toscano – primo e vero oggetto dell’interesse della società per rafforzare la propria posizione nel mercato delle vernici – e dell’immobile in via Montelungo è del primo settembre 1998.
In realtà, però, nel corso di tutto il 1997, cioè prima della firma dell’atto d’acquisto, la J Colors ha ripetuti incontri con alcune società locali, in particolare la San Rossore Srl, per vendere l’immobile di via Montelungo nell’ambito di una complessa operazione finanziaria. Secondo il citato progetto, da un lato la struttura produttiva del Colorificio si sarebbe spostata in dimensioni molto ridotte a Ospedaletto; in cambio, con una variante di destinazione d’uso dell’area a fini residenziali e commerciali, la multinazionale avrebbe goduto di un grandissimo ritorno economico nella vendita dell’ex-Colorificio».

«Di fatto – aggiungono –  l’operazione, che prosegue per tutto il 1997 attraverso incontri con l’amministrazione comunale per sondare la disponibilità delle autorizzazioni su Ospedaletto e della variante su via Montelungo, non va in porto, anche perché il possibile partner, ovvero la San Rossore Srl non ha la solidità finanziaria per concludere l’affare. La J Colors torna alla carica pochissimi giorni dopo l’acquisto, dando indicazioni esplicite a sondare su Pisa le possibilità di vendita del vecchio stabilimento toscano. Fa così contattare la maggior parte delle imprese edili presenti, professionisti interessati, istituzioni come l’Università o altre aziende locali, che potrebbero essere interessate all’area per future espansioni».

Intanto l’area è ancora in vendita e la richiesta di variante da parte di J Colors conferma la non volontà, da parte dell’azienda, di rilanciare alcuna attività produttiva, ma al contrario, di puntare solo su nuove edificazioni: «Le fabbriche vicine (una di proprietà tedesca) sarebbero costrette a cambiare sede con il risultato di un’ulteriore perdita di lavoro a Pisa».

Questa mattina alcuni delegati del Municipio dei Beni Comuni hanno quindi incontrato il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, il quale, affermano, «ha assicurato che l’attuale amministrazione comunale non ha alcuna intenzione di procedere a tale variazione d’uso. La discussione sul piano urbano è infatti ampia e complessa e molto tempo dovrà passare ancora prima che si possa valutare la situazione specifica dell’area intorno a via Montelungo. Un’importante rassicurazione soprattutto per i lavoratori che operano nelle fabbriche presenti in quell’area».

Da parte degli attivisti, che evidenziano la posta in gioco  – «beni comuni o interessi privati?» – c’è infine un invito, rivolto «al sindaco, agli assessori alla cultura, allo sport, all’urbanistica e all’amministrazione tutta a prendere visione quanto prima e di persona di quello che succede in un pezzo del territorio e della città di loro competenza e che sta assumendo sempre più importanza sociale, politica e culturale a livello cittadino e nazionale».

C.C.

(foto di Ivan Lo Sacco)