Pisciotta: ulivi centenari e cemento

[23 novembre 2017]

Riceviamo e pubblichiamo

 

Ma è mai possibile che non esista, almeno nel Cilento con il suo Parco nazionale Patrimonio dell’Unesco, un Piano urbanistico comunale che rispetti l’ambiente, e il suo valore naturale, culturale e pure economico? Certo anche economico: se infatti leggiamo – e sono diverse –  le pubblicità sul paese di Pisciotta, sono tutte costruite a richiamare turisti facendo essenzialmente leva sulle bellezze naturali del paese e del territorio.

Eccone una, ad esempio, rimastami impressa: “Perla del Tirreno, Pisciotta Cilento è un gioiellino immerso nel verde degli ulivi e nell’azzurro del mare. Ospitalità e tradizioni hanno rapito il cuore di tanti poeti e viaggiatori, che ogni anno restano incantati da questo delizioso borgo.” Ed è vero, a parte le speculazioni edilizie presenti ma non riprese dalle foto, il panorama è “mozzafiato” e gli ulivi ultra centenari ne fanno da cornice.

Adesso la notizia, riportata su tutti i giornali cilentani, piomba come una mazzata tra capo e collo. Arriva infatti un Piano urbanistico con la proposta di cementificare 10.000 metri quadrati di uliveto con villette e strutture turistiche. Addio ulivi cantati da Ungaretti e non solo! La così dette crescita economica non guarda in faccia a nessuno. La politica a tutti i livelli, infatti, sembra proprio improntata  ad inventare opere per intascare soldi, ovvero fare politica spendendo o promettendo soldi.

Certo, contro simile  proposta  si è costituito subito a Pisciotta un comitato, al cui fianco sono scesi Italia Nostra e “l’Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia”, con un documento che promette battaglia. “Vale cancellare – è scritto nel documento – e perdere una peculiarità di cui si deve essere fieri per un futuro miserabile, per un’economia povera prodotta da qualche chilo di alimentari comprato in supermercato e per file di ombrelloni da installare su una spiaggia che dovrebbe simile ad un carnaio in due mesi estivi? E poi sarà il deserto”.

Come mi sento partecipe e solidale a queste parole. Il quadro si ripete identico per Centola-Palinuro, Vibonati-Villammare, Policastro eccetera, paesi cilentani dove le amministrazioni locali scelgono come soluzione per una crescita economica il  consumo indiscriminato di suolo o una trasformazione di splendide spiagge libere con fascia dunale in una teoria ininterrotta di lidi balneari,non certo alla portata di tutte le tasche.

Il sindaco, naturalmente, subito controbatte, «Calcoli sbagliati, le costruzioni non possono superare il piano terra”e  “non ci sono questi 70.000 metri cubi.”Ma non  possiamo  meravigliarci di questa posizione:  Ettore Liguori ha stravinto le elezioni amministrative di giugno 2017 con il 60,6% dei voti e certo non a caso. Il programma elettorale “Il ramoscello”, guarda caso di olivo, era tutto improntato sul PUC , “che prevede, tra l’altro, la realizzazione di 920 nuovi posti letto per attività turistico ricettive, 30 nuovi alloggi residenziali oltre alla concretizzazione nel centro storico di Pisciotta..

La realizzazione di nuove strutture turistico-alberghiere, si legge ancora sul programma, “saranno  non invasive e  che siano in grado, diversificando l’offerta (alberghi, B&B, centri benessere…), di creare un circuito adeguato di attività al fine di attrarre flussi turistici di buona qualità anche nei periodi di bassa stagionalità.”

E’ quello che vogliono di solito i cittadini che pretendono sviluppo e crescita economica anche a danno del valore naturale e culturale ( non compreso a pieno) del proprio territorio. e si votano il sindaco che promette di realizzare questo desiderio.  Tra l’altro fa proprie le proposte giunte dai cittadini con 112 osservazioni, che sono state valutate e inviate all’Ente Parco “insieme ad una proposta organica di riperimetrazione”.

Che Pisciotta sia famosa innanzi tutto per i suoi pluricentenari ulivi, tra cui uno di più di 3000 anni, e del suo olio che viene prodotto e conosciuto in tutto il mondo, è un elemento secondario per gli abitanti, sempre più attratti da facili guadagni .

di Paolo Abbate attivista Wwf e Italia Nostra

 

Le opinioni dell’autore non coincidono necessariamente con quelle della Redazione