Post sisma in Lunigiana e Garfagnana: Rossi chiede un decreto ad hoc per la ricostruzione

[5 luglio 2013]

Le buone costruzioni hanno evitato che il sisma del 21 giugno che ha colpito Lunigiana e Garfagnana si trasformasse in una tragedia, ma ora il presidente della Regione Enrico Rossi (nella foto) chiede aiuto ai parlamentari toscani di tutti gli schieramenti per avviare una “buona” ricostruzione, per la quale servono soldi.

«C’è bisogno – scrive il presidente nella lettera inviata ai parlamentari – di un intervento importante di ricostruzione che consenta alle famiglie di ritornare in case sicure e di mettere in sicurezza gli edifici pubblici danneggiati, incluse le chiese. Per questo vi propongo di collaborare con la Regione Toscana per chiedere al Governo di mettere in atto un intervento analogo per tipologia, strumenti e adeguatezza a quello attuato per il terremoto in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia nel maggio 2012».

Infatti dopo quel sisma il governo emanò il Decreto Legge 74/2012 che dettava un’articolata disciplina di interventi per la ricostruzione, l’assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei Comuni delle diverse province colpite dal terremoto. Fu disposto lo spostamento dei termini per il pagamento delle tasse, fu anche costituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri un Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma nel quale sono confluiti 500 milioni di euro derivanti dal temporaneo aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sul gasolio.

Inoltre è stato previsto che quel fondo fosse implementato di circa 1,5 miliardi di euro grazie a risorse provenienti dal Fondo di solidarietà dell’Unione Europea e alle somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti politici e con quota parte delle riduzioni di spesa previste dal decreto sulla spending review. E ancora, il decreto del 2012 dettava una serie di disposizioni circa la ricostruzione e la riparazione delle abitazioni e immobili privati, un piano di interventi urgenti per il ripristino degli immobili pubblici e in materia di edilizia scolastica, le detrazioni Irpef per le spese di ricostruzione edilizia, norme per la realizzazione dei lavori con specifiche tecniche per evitare le infiltrazioni mafiose. Infine, il decreto prevedeva una serie di interventi a favore degli enti locali (come l’alleggerimento degli obiettivi del patto di stabilità interno), interventi per le imprese, strumenti di sostegno al lavoro e interventi in materia ambientale.

«Fatte le dovute differenze fra i due eventi relative ai danni alle cose e alle persone, credo che dobbiamo chiedere al Governo di assumere anche per la Lunigiana e la Garfagnana quel modello di intervento adeguato alla gravità e vastità del sisma che ha colpito la Toscana. Nei prossimi giorni avanzerò formalmente questa proposta al Governo e spero di poter approfondire con il presidente Letta la fattibilità e i dettagli di un simile intervento» ha concluso Rossi che auspica di poter contare sull’aiuto dei parlamentari toscani.

Intanto sale la preoccupazione per la stagione turistica nella zona della Lunigiana, dove le presenze potrebbe essere influenzate dal recente evento sismico. Per cercare di limitare i danni l’Associazione operatori turistici della Lunigiana (Aotl) ha lanciato l’iniziativa “Soggiorni Solidali” che, da oggi fino al 30 settembre, vedrà coinvolti i soci di Aotl nel dare un aiuto economico alle zone colpite.

«Occorre reagire per rilanciare l’immagine turistica e al tempo stesso dare un sollievo e un futuro a coloro che sono stati colpiti dal terremoto», ha dichiarato Giovanna Zurlo, presidente Aotl. Il sostegno dell’associazione andrà ai 3 comuni più danneggiati dal sisma (Fivizzano, Casola L. e Fosdinovo) ed in particolare a Casola in Lunigiana. Nell’occasione Aotl intende riportare dentro confini realistici l’eccessivo allarmismo mediatico rimbalzato a livello nazionale che ha provocato effetti psicologici negativi sul turismo.

«La quasi totalità delle strutture ricettive e dei servizi sono sicuri e non hanno subito danni dal sisma. Il territorio è sicuro e pronto come sempre ad accogliere i turisti che, soggiornando in Lunigiana, avranno anche l’opportunità di contribuire al recupero dei manufatti danneggiati della Lunigiana orientale» hanno concluso da Aotl. Sulla stessa linea anche Legambiente. «In questa situazione occorre fornire informazioni precise e trasmettere messaggi positivi, per la popolazione colpita e per i turisti.

Il sisma ha prodotto numerosi danni ad alcuni borghi nella bellissima area della Lunigiana Orientale e dell’Alta Garfagnana, che comprende il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e il Parco Regionale delle Alpi Apuane – ha spiegato Luigi Ringozzi, presidente di Legambiente Lunigiana – Alle popolazioni colpite bisogna offrire tutto il supporto per riparare in tempi brevi i danni avvenuti essenzialmente alle abitazioni ed alcuni edifici di culto. Legambiente ha deciso di sostenere il comune più colpito della Lunigiana, Casola in Lunigiana, chiedendo di versare contributi sul conto dedicato dalla piccola Amministrazione locale». Dalla parte degli operatori turistici anche Legambiente, che rileva un eccessivo allarmismo dei mezzi d’informazione che sta compromettendo la stagione e aggiungendo ai danni del sisma, purtroppo, anche quelli economici.