Quale politica regionale serve in Toscana

[20 dicembre 2013]

La Toscana specialmente nelle ultime settimane è tornata al centro di vicende anche nazionali con drammi come a Prato o per il ripetersi di eventi ‘naturali’ come in Maremma, ma anche per avere messo mano a provvedimenti importanti in ambito legislativo e ambientale – la legge Marson – che ha già raccolto significativamente  molte e autorevoli adesioni sul piano nazionale.

Tornano alla ribalta vecchi problemi irrisolti come i bidoni al veleno alla Gorgona che vanno ad aggiungersi a quelli della gestione delle coste e in particolare delle spiagge. Presto si dovrebbe tornare anche  ad occuparsi con una nuova legge dei nostri parchi e aree protette che dalle cave di marmo al litorale delle Versilia, di Pisa, Livorno, Val di Cornia presentano aspetti e nodi cruciali  ormai irrimandabili.

Questioni toscane insomma che assumono un rilievo importante nel panorama nazionale per la ricchezza del nostro patrimonio paesaggistico, naturale, culturale, storico ma anche politico-stituzionale. C’è qui un intreccio che finora stenta ad emergere, però, anche nel panorama nazionale, e sul quale la Toscana può e deve una spinta positiva. In effetti l’esigenza diffusamente riconosciuta di cambiare rotta sul suolo, il consumo di territorio, la tutela del mare e delle acque e del paesaggio non riesce ancora a sintonizzarsi con l’assetto istituzionale, che resta estremamente confuso sui ruoli dello Stato, delle regioni e degli enti locali, su cui circolano le ipotesi più disparate e contraddittorie specie in riferimento al titolo V della Costituzione ma non solo.

Se non si riuscirà a raccordare queste due facce della medaglia non riusciremo neppure a superare i limiti in cui incappammo con il PIT. D’altronde non è con le abrogazioni, prima con le comunità montane ora con le province – in attesa delle autorità metropolitane, in sala d’aspetto da un bel po’ – che verremo a capo di una riforma dello stato che non può certo rilanciare un centralismo burocratico che sembra avere ancora molti fans.

Ecco perché, visto che a metà gennaio si terrà la conferenza programmatica del Pd toscano, sarebbe bene prendere le misure giuste.

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