Quali sono le caratteristiche e il potenziale turistico della Via Francigena toscana?

Dal Cst di Firenze un’analisi sul primo prodotto turistico omogeneo deliberato dalla Regione

[26 aprile 2018]

La Via Francigena è il primo prodotto turistico omogeneo deliberato dalla Regione Toscana, il che ne fa un interessante caso studio oltre che un percorso meritevole di essere valorizzato. Il prodotto turistico omogeneo è uno dei due elementi chiave della nuova legge sul turismo della Toscana: secondo l’art 15 delle legge 86/2016, si tratta de “l’insieme di beni e di servizi di un territorio che compongono un’offerta in grado di rispondere alle esigenze di specifici segmenti della domanda turistica”, una tipologia di organizzazione della struttura di gestione del turismo resa necessaria dalla diversificazione delle motivazioni di viaggi.

Per contribuire a valorizzare la Via Francigena, il Centro studi turistici (Cst) di Firenze ha elaborato – per conto di Confesercenti Toscana – un’analisi che ne delinea caratteristiche principali e potenziale ancora inespresso.

La Via Francigena – argomenta il Cst – riunisce ben 38 comuni toscani molto diversi tra di loro per tipologia e attrattive: nel 2016 questi comuni hanno registrato 1,8 milioni di arrivi e ben 5,6 milioni di presenze. La media di permanenza è stata di 3,1 notti e gli stranieri rappresentano il 50,6% del mercato.

Sono oltre 2.700 le strutture turistiche (prevalentemente agriturismi e affittacamere) nella tratta toscana della Via Francigena, con più di 81mila posti letto: solo il 54,1% delle strutture ricettive fa però riferimento alla Via Francigena sul proprio sito, e appena il 15,1% offre tariffe dedicate ai pellegrini. Per quanto riguarda invece le attività di ristorazione, sono oltre 5mila: poco più della metà è rappresentato da ristoranti presenti su Tripadvisor, mentre appena 341 aderiscono al progetto Vetrina Toscana, promosso dalla Regione Toscana per favorire una ristorazione di qualità. Per quanto riguarda infine la promozione da parte delle istituzioni interessate, dei 38 comuni, 28 partecipano al racconto del territori su “Toscana Ovunque Bella”, piattaforma online messa a disposizione dalla Regione Toscana per raccontare direttamente le attrattive del territorio, evidenziando bellezze storico artistiche e culturali, enogastronomia, tradizioni e paesaggio. Di questi, nota il Cst, solo 13 fanno riferimento alla Via Francigena.

«Il prodotto turistico omogeneo della Via Francigena è incredibilmente ricco e vario e può quindi puntare su numerosi attrattori, oltre al pellegrinaggio: dal turismo culturale all’enogastronomia, dallo sport al turismo slow – osserva Alessandro Tortelli, direttore di Cst Firenze, durante l’evento senese – È importante che la sua valorizzazione, affidata ai territori in stretta collaborazione con Toscana Promozione Turistica, ne tenga conto per strutturare al meglio l’offerta e promuoverla sui diversi mercati».

Del resto sono numerosi gli attrattori sui quali un prodotto turistico omogeneo come Via Francigena può puntare: dal mare alla natura, dall’arte ai borghi, dallo sport all’enogastronomia. La tratta toscana attraversa 3 siti Unesco (Siena, San Gimignano e Val d’Orcia) e annovera 162 musei e 40 siti tra ville e fortezze, e sono numerose le produzioni tipiche Dop e Igp presenti sul territorio (dalla farina di castagne e dal miele della Lunigiana all’olio extravergine d’oliva di Lucca e Siena, dallo zafferano di San Gimignano al fungo di Borgotaro fino al lardo di Colonnata), mentre sono 11 i borghi presenti nella tratta toscana della Via Francigena individuati come località adatte al turismo lento e di qualità della vita nell’ambito dell’iniziativa Borghi-Viaggio Italiano promossa da MIBACT. Occorre saperli adeguatamente valorizzare.