Ragusa, piano paesistico e stop al dissesto idrogeologico: finalmente qualcosa di muove

[3 febbraio 2014]

Il combinato disposto di cambiamento climatico e dissesto idrogeologico ha lasciato ancora una volta la sua scia di disastri in questo tormentato paese e purtroppo anche IN questa regione. La cementificazione diffusa e costante del territorio ne è una delle cause più devastanti.

Occorre porre mano immediatamente ad interventi che non siano di pura emergenza ma di diversa pianificazione e gestione del territorio.

Uno di questi, fortunatamente in vigore, è il Piano paesistico della provincia di Ragusa, che tutela i nostri paesaggi straordinari, tali da suscitare l’interesse dell’UNESCO.

Finalmente, dopo anni di illegalità nella gestione del territorio, relativamente al rispetto delle norme del piano paesaggistico, il 2014 si apre con due novità positive.

La prima riguarda la Soprintendenza di Ragusa che, sotto la gestione della dott.ssa Panvini, contrariamente a come avveniva nel passato, ha cominciato ad applicare puntualmente l’art. 42 del piano il quale prevede che le costruzioni in zona agricola devono essere esclusivamente finalizzate alla conduzione agricola del fondo con preventiva asseverazione da parte dell’Ispettorato Agrario o altro ente preposto.

Il fatto di dover evidenziare come positivo un dirigente pubblico che fa semplicemente e compiutamente il proprio dovere è una spia del livello a cui è giunta la nostra pubblica amministrazione ma, data la situazione precedente in Soprintendenza, non si può non sottolineare questo cambio di passo. In altre occasioni abbiamo espresso dubbi sull’operato della D.ssa Panvini, quale, a nostro parere, la sua troppo affrettata accondiscendenza a trasformare un bene culturale quale Palazzo Mormino a Donnalucata in caserma, ma in questo caso onore al suo impegno per il rispetto del Piano paesistico.

La seconda notizia degna di nota riguarda il Comune di Ragusa, ed in particolare l’assessore all’urbanistica Arch. Di Martino, che ha chiesto alla Soprintendenza di Ragusa di rivedere tutte le autorizzazioni paesaggistiche in contrasto con l’art. 42. rilasciate in passato dall’ex sovrintendente Ferrara. Anche qui un segnale significativo di cambiamento rispetto al passato, nella direzione che ci aspettavamo da questa Amministrazione, in attesa di una forte accelerazione su riqualificazione energetica ed antisismica degli edifici, che ribadiamo sono tra l’altro l’unica alternativa per edilizia ed artigianato degni di questo nome e per un’evoluzione anche economica nel nostro comune.

Finalmente, speriamo grazie alla collaborazione dell’attuale Soprintendente, a cui chiediamo di eliminare sollecitamente tutte le ‘storture’ della precedente gestione, potranno essere modificati pareri paesaggistici semplicemente allucinanti, quale quello rilasciato ad una banca straniera per la costruzione di una unità abitativa “ a supporto dell’uso agricolo del fondo “.

Ne abbiamo viste di cose strane nella più che ventennale attività di Legambiente a Ragusa, ma banche straniere che si trasformano in imprese agricole ancora no.

di Legambiente Ragusa