Rossi a Verdi e La Repubblica: «In Toscana né condoni né sanatorie con la lr 65»

Al presidente della Toscana non è piaciuto il collegamento tra la tragedia di Livorno e i condoni

[14 settembre 2017]

Ieri La Repubblica ha pubblicato l’articolo “Vivere in cantina, sanatoria in nove regioni” nel quale si leggeva: : «Non solo a Livorno, non solo in Toscana. Sono nove le regioni dove si rischia di morire annegati come topi. Travolti dall’acqua che invade cantine e scantinati. Seminterrati resi abitabili per legge, trasformati in abitazioni grazie a norme regionali e delibere comunali».  L’articolo riprendeva una nota nella quale il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, sottolineava: «In Italia viviamo una situazione di emergenza ambientale permanente e ogni anno subiamo sistematicamente una quantità inaccettabile di parole da parte dei rappresentanti delle istituzioni mentre molte leggi regionali e delibere comunali hanno contribuito a rendere più insicuro e vulnerabile il territorio: canali tombati, cemento su aree golenali, aree di esondazione dei fiumi cementificate e asfaltate. Ma la tragedia di Livorno aggiunge un altro drammatico problema che da tempo denunciamo come Verdi e che i geologi hanno segnalato come estremamente pericoloso per incolumità delle persone: la trasformazione dei seminterrati, ed anche in alcuni casi di interrati, in abitazioni. Sono nove le regioni in Italia che hanno approvato leggi che consentono la trasformazione in residenze di locali seminterrati: la Sardegna, Sicilia, Basilicata, Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Lombardia, Abruzzo. Le ultime leggi sono della Lombardia e dell’Abruzzo, approvate nel 2017 in nome del rilancio dell’economia e con l’alibi ipocrita dello stop al consumo de suolo: è la follia criminogena di molte leggi regionali che va ad aggiungersi a delibere comunali che ad esempio fermano le demolizioni di immobili abusivi nelle aree vincolate. Rendere abitabili per legge gli scantinati significa esporre chi ci vive a rischi inaccettabili per la propria incolumità. Almeno i comuni  e la protezione civile realizzino un sistema di allerta via SMS, in accordo con i gestori telefonici, che avvisi le famiglie che vivono in seminterrati di spostarsi nei piani alti in caso di emergenza meteorologica».

I riferimenti fatti da Bonelli A Livorno ed etesi da La Repubblica all’intera Toscana (che Bonelli non cita tra le 10 Regioni pro-busivi)  non sono piaciuti affatto al presidente delle Regione Enrico Rossi che ha precisato:  «Nessun condono in Toscana con la legge 65/2014″. A ribadirlo è il presidente della Regione Enrico Rossi, a seguito dell’articolo pubblicato su un quotidiano nazionale. La Toscana non ha mai ‘trasformato in abitazioni’ cantine e scantinati tramite sanatorie. Se qualcuno pensa che nella nostra regione con le recenti norme urbanistiche siano state introdotte novità pericolose per la salute o la sicurezza dei cittadini, sbaglia. Niente di più falso e soprattutto niente che abbia a che vedere con i fatti di Livorno».

In una nota, la Regione Toscana precisa: «Nell’articolo in questione il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli elenca nove Regioni che ritiene “colpevoli” di aver sanato situazioni abitative a rischio attraverso le nuove norme urbanistiche. Anche se la Toscana non figura nell’elenco, la concomitanza con i fatti di Livorno e il riferimento alla volontà di limitare il consumo di suolo, possono generare equivoci e per questo il presidente è tornato a sottolineare le finalità ed il valore della lr 65, che promuove il recupero dei volumi esistenti ma solo ed esclusivamente se quelle superfici sono legittime da tutti i punti di vista, compreso quello igienico e sanitario».

Rossi non ci sta e ribatte a muso duro ai Verdi e soprattutto a La Repubblica: «Nessuna “topaia” trasformata in casa, se vogliamo dirla in questi termini. La lr 65 è uno strumento prezioso che la Regione si è data per governare il territorio ed evitare il degrado. Questo non deve essere confuso con un condono e neppure essere strumentalizzato perché sono evidenti tutti gli sforzi fatti dal Governo regionale per evitare tragedie come quella che ci ha colpito. E’ inaccettabile anche solo pensare che la Toscana possa fare leggi che mettono a rischio la salute dei cittadini».

La nota della Regione Toscana conclude: «Si ricorda che la Regione ha approvato norme specifiche per contenere il rischio idraulico ed idrogeologico, ad esempio con la lr 21/2012 che vieta nuove edificazioni e qualsiasi tipo di trasformazione morfologica negli alvei, nelle golene e sugli argini e proibisce i tombamenti dei corsi d’acqua. Inoltre sono stati rigorosamente disciplinati gli interventi che è possibile eseguire nelle aree considerate pericolose dal punto di vista idraulico».