La Commissione ambiente della Camera ha approvato la risoluzione Salvailsuolo

Salvailsuolo: la campagna europea approda in Parlamento

«La tutela dei suoli deve entrare nel diritto europeo»

[20 dicembre 2016]

salvailsuolo

Il presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, ha annunciato che è stata «Approvata all’unanimità dalla Commissione Ambiente della Camera una risoluzione a mia prima firma sottoscritta anche dai colleghi Borghi, Braga, De Rosa, Mannino, Pastorelli e Zaratti che impegna il governo a portare la lotta contro il consumo di suolo a livello europeo. Come chiede la petizione #Salvailsuolo promossa dal network di oltre 300 associazioni europee People4Soil al quale aderiscono, tra le altre, per l’Italia Legambiente, Coldiretti, Slow Food, Wwf».

Realacci sottolinea che «Il suolo è una delle più importanti risorse naturali del pianeta perché fornisce elementi essenziali alla vita, aiuta a mitigare il dissesto idrogeologico e accumula carbonio. Per questo qualsiasi cambiamento nell’utilizzo del suolo influenza l’equilibrio dei gas a effetto serra. Il nostro benessere sulla Terra dipende insomma dalla fertilità e dalla salute del suolo. Ma questa risorsa così preziosa è limitata e non rinnovabile. Tanto che il suo consumo e degrado rappresentano una delle principali emergenze ambientali in Europa. Per tutti questi motivi con questa risoluzione chiediamo al governo di adoperarsi a livello comunitario per introdurre una specifica legislazione a tutela del suolo. La risoluzione impegna infatti l’esecutivo a farsi promotore in Europa, insieme agli altri partner dell’Ue, di un quadro giuridicamente vincolante per fronteggiare le minacce di erosione, impermeabilizzazione, perdita di materia organica, perdita di biodiversità e contaminazione dei suoli. Lo stesso atto impegna inoltre il Governo a promuovere l’integrazione, nelle politiche dell’Ue, degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu relativi ai suoli, con particolare attenzione alla riduzione delle emissioni del settore agricolo e forestale.

Molto soddisfatte Acli, Coldiretti, Fondo Ambiente Italiano, Inu, Legambiente, Lipu, Slow Food e Wwf  che formano la coalizione #salvailsuolo: «Il suolo torna in Parlamento, questa volta per parlare all’Europa – scrivon in un comunicato congiunto  – Una risoluzione che si richiama esplicitamente alla petizione popolare europea People4soil, sostenuta da oltre 400 organizzazioni che aderiscono alla campagna in tutta Europa»,

I rappresentanti delle organizzazioni della coalizione #Salvailsuolo  evidenziano che «Il suolo è un bene comune da preservare nella sua integrità, per le funzioni essenziali che svolge a garanzia del benessere umano, della produzione agricola e della sicurezza del territorio non è più accettabile che di ciò ci si ricordi solo quando sono alluvioni e frane a provocare perdite e devastazioni, è giunto il momento di mettere in campo politiche attive per la salvaguardia di un bene che mai come ora è stato minacciato da aggressioni urbanistiche, abbandono e degradi!».

La associazioni sottolineano che «La risoluzione salvailsuolo, la n. 7-01147, nel fare propri i contenuti e le richieste della petizione popolare europea, ricorda come il suolo sia una risorsa vitale, limitata, non rinnovabile e insostituibile, ed impegna il Governo a promuovere la protezione del suolo a livello Ue e a sviluppare con gli altri Paesi membri un quadro giuridicamente vincolante che copra le principali minacce ai suoli, a promuovervi l’integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite relativi ai suoli, a considerare il ruolo delle attività agricole e forestali nella riduzione delle emissioni di gas serra».

Acli, Coldiretti, Fai, Inu, Legambiente, Lipu, Slow Food e Wwf  concludono: «Il passaggio parlamentare odierno riveste una importanza culturale e politica cruciale: finalmente un’istituzione democratica fa propria un’istanza popolare e una consapevolezza diffusa circa l’insostenibilità dei livelli di pressione e di consumo a cui la nostra terra è sottoposta, ci auguriamo che da questi passaggi al più presto si passi ai fatti, alla stesura di una norma di riferimento per tutta l’Unione Europea, laddove oggi invece prevale una estrema diversità di regimi di tutela o, più spesso, l’assenza di qualsiasi tutela per la risorsa suolo».