La bocciatura in Consiglio regionale, si chiedono maggiori informazioni a Sat

Sindaci, ambientalisti e Parco della Maremma uniti contro l’autostrada Tirrenica

«Progetto in netto contrasto con quanto previsto dal Piano del Parco, nemmeno preso in considerazione». L’alternativa? Legambiente: «Adeguare l’Aurelia realizzando una superstrada a quattro corsie»

[12 gennaio 2017]

Nella commissione Ambiente del Consiglio regionale i sindaci dei territori attraversati dal progetto Tirrenica targata Sat si schierano compatti per un deciso no alla realizzazione dell’opera: chiamati a portare la propria posizione sul completamento dell’A12 Cecina-Civitavecchia, tratto Grosseto Ansedonia, i sindaci di Grosseto (Antonfrancesco Vivarelli Colonna, eletto anche presidente della Provincia), Magliano in Toscana (Diego Cinelli), Orbetello (Andrea Casamenti) e Capalbio (Luigi Bellumori), hanno inviato i propri pareri tecnici negativi alla Regione e, di fatto, bocciato il progetto presentato da Sat.

«Pur essendo tra chi sostiene la necessità di realizzare un efficiente corridoio tirrenico – ha commentato il presidente della Commissione Stefano Baccelli – occorre trovare modalità realizzative e gestionali compatibili con le peculiarità dei territori attraversati e le esigenze delle comunità interessate».

Al commissario straordinario del Governo, Giorgio Fiorenza, presente all’audizione, Baccelli ha chiesto formalmente di illustrare il piano finanziario dell’opera, i suoi costi e i relativi tempi di ammortamento tramite i pedaggi autostradali, evidentemente ancora poco chiari.

Netta e affilata è invece la posizione del Parco regionale della Maremma, che ha deliberato all’unanimità il parere negativo al progetto di completamento del tracciato autostradale presentato da Sat, motivandolo con una puntuale serie di osservazioni (consultabili on line www.parco-maremma.it) già inviate alla Regione.

Il progetto presentato da Sat, spiegano dall’Ente guidato da Lucia Venturi, risulta a tutti gli effetti in netto contrasto con quanto previsto dal Piano del Parco – che rappresenta lo strumento pianificatorio cogente per l’area protetta e che detta linee specifiche per l’area contigua – ma che non è stato nemmeno preso in considerazione. L’infrastruttura produrrebbe infatti disconnessioni trasversali (per l’effetto barriera) e disconnessioni longitudinali (per l’eliminazione di una viabilità locale sul quale si regge un sistema insediativo policentrico) che producono effetti negativi sensibilmente maggiori rispetto a quelli dichiarati nel progetto, presentato come un adeguamento del tracciato esistente e non come una vera e propria nuova opera come in realtà è, che attraverserebbe l’area protetta e l’area contigua all’area protetta.

Il progetto, chiosano dal Parco, non tiene conto in modo adeguato dell’impatto che la somma dei singoli interventi avranno sia sulla conservazione e tutela degli habitat, ma non tiene conto nemmeno degli effetti sullo sviluppo socio economico sostenibile del territorio, a cui, invece, il Parco sta lavorando: un’infrastruttura giudicata dunque a perdere non solo sul profilo ambientale, ma anche su quello sociale ed economico.

Dunque, che fare? Il fronte del no, che svaria dalle istituzioni locali agli ambientalisti al Parco, come alternativa non propone l’immobilismo ma l’adeguamento di un’infrastruttura esistente, l’Aurelia. Quello dell’autostrada Tirrenica  è «un progetto che non risponde alle esigenze di sviluppo della Maremma Toscana – precisa oggi Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente –, da sempre impegnata per promuovere il turismo sostenibile e l’agricoltura di qualità. La soluzione più economica e con minore impatto ambientale rimane quella di adeguare l’Aurelia realizzando, come a nord di Grosseto, una superstrada a quattro corsie. Proprio per questo saranno tante le osservazioni fatte non solo da comitati cittadini e da enti, ma anche da associazioni. Per manifestare le criticità del progetto invitiamo a tal proposito i cittadini a presentare puntualmente le osservazioni. Alla Regione Toscana, invece, chiediamo di prendere atto della volontà unanime del territorio, e dei propri rappresentati, e di impegnarsi per trovare la volontà e le risorse economiche per adeguare la statale Aurelia. Questa è l’unica soluzione che tenga conto davvero del futuro di questo territorio che da sempre punta su turismo, ambiente e agricoltura di qualità».