Terremoti, 12 anni fa 27 bambini uccisi in una scuola italiana. Cos’è cambiato per gli edifici scolastici?

[31 ottobre 2014]

Il 31 ottobre è universalmente conosciuto come Halloween, comunemente ricondotto a una giornata di terrore. Le celebrazioni anche in Italia non mancheranno, ma i motivi per trasalire sono altri. Il ricordo del terremoto che nel 31 ottobre di dodici anni fa si abbatté sull’edificio scolastico “Francesco Jovine” è il più tragico. All’interno della scuola di San Giuliano di Puglia rimasero uccisi 27 bambini e una maestra. Che cos’è cambiato da allora?

«In Italia 27.920 edifici scolastici sono in aree ad elevato rischio sismico – ha dichiarato Michele Orifici – 4856 in Sicilia, 4608 in Campania, 3130 in Calabria, 2864 in Toscana, 2521 nel Lazio. Il 50% delle scuole non ha il certificato di agibilità e molte sono state costruite prima del 1974 anno delle prime norme antisismiche. Una buona parte degli edifici scolastici è stata costruita prima del 1900 ed alcuni furono costruiti per essere inizialmente destinati ad un uso diverso. Questi sono dati del Consiglio Nazionale dei Geologi», snocciolati da Michele Orifici, coordinatore della Commissione protezione civile del Consiglio nazionale dei geologi.

Dunque, se oggi un nuovo terremoto colpisse una delle migliaia di scuole a rischio sismico i risultati potrebbero tragicamente ricondurci a quel drammatico 31 ottobre del 2002. «Oggi proprio dalla scuola Francesco Jovine lanciamo il progetto didattico su scala nazionale – ha proseguito Orifici – aperto a tutte le scuole primarie e secondarie di Primo grado con il quale divulgheremo nelle aule la conoscenza dei rischi naturali. In Italia oltre il 60% dell’edificato è stato costruito prima delle norme antisismiche. Il concorso nazionale che parte da San Giuliano di Puglia e ideato dai genitori degli studenti morti a L’Aquila rappresenta una novità sostanziale e reale per questo Paese. Per la prima volta metteremo in rete le scuole portando massicciamente il tema della prevenzione. Verrà premiata quella scuola che realizzerà il miglior progetto didattico sulla prevenzione. Dal 2009 in Italia è iniziata una nuova fase nell’ottica proprio della prevenzione con l’avvento degli studi di microzonazione sismica».

Oltre all’educazione però sono necessari i fondi per intervenire, risorse pubbliche da investire. Il 70 % delle scuole è stato costruito prima del 1980: «Per adeguare o migliorare sismicamente il patrimonio edilizio scolastico italiano – ha concluso il geologo Pierfederico De Pari, Consigliere Nazionale dei Geologi – occorrerebbero circa 50 miliardi di euro e 25 anni di lavori. Un tempo troppo lungo che questo Paese non può attendere».