Terremoto 7.0 in Messico: centinaia di vittime, molti bambini

Lo Stato più colpito è Ciudad de México. Vittime e danni in molti altri Stati

[20 settembre 2017]

A 32 anni esatti dal terremoto del 1985 che fece migliaia di vittime a Città del Messico e a pochi giorni da un altro fortissimo sisma, quello del 7 settembre, che ha 98 morti, la capitale messicana è stato colpito da un sisma di magnitudo 7.1  con epicentro alle ore 13,14 ora locale ad ovest di Axochipián, nello Stato meridionale di Morelos (a 120 Km da Città del Messico) ed ha devastato la capitale Città del Messico. Ma a  tremare è stato l’intero Messico.

Tra le vittime ci sarebbero molti bambini, sorpresi nelle scuole come quelle del complesso  educativo Enrique Rebsamen, a Villa Coapa, che è completamente crollato.

Il presidente del Messico, Enrique Peña Nieto, è comparso alla televisione nazionale messicana  invitando alla calma e per assicurare che il suo governo si sta coordinando con il capo del governo di Ciudad de México e con i governatori di Edomex, Guerrero, Morelos e Puebla, le zone più colpite.

Peña Nieto ha sottolineato che «La priorità è quella di continuare  liberare le persone intrappolate e dare soccorso medico i feriti».

Il terremoto, anche se meno forte di quello di qualche giorno, ha colpito un’enorme area urbana e rurale radendo letteralmente al suolo interi edifici.

I presidente Messicano ha detto che «E’ stato attivato il Plan MX, che coordina gli interventi federali di iuti alla popolazione in caso di emergenza. Membri dell’esercito, della marina e della polizia federale stanno assistendo la popolazione  nelle zone colpite».

Peña Nieto ha detto che solo nel complesso  educativo Enrique Rebsamen sono all’opera  più di 500 militari e di 200 uomini della Protección Civil de la Ciudad de México. La scuola è uno dei 38 grandi edifici collassati nella capitale.

Intanto il 40% degli abitanti di Città del Messico (una delle megalopoli più popolose del mondo) e il 60% di quelli di Morelos sono senza elettricità e le tubature del gas sono danneggiate e si verificano potenti esplosioni.

Peña Nieto ha invitato tutti  restare nelle loro case, se sono abbastanza sicure, o  andare nei ricoveri disponibili. Le scuole sono state chiuse in tutti gli Stati colpiti. «Restiamo uniti» ha detto il presidente  un Paese in ginocchio dopo due terremoti devastanti di fila.

I sismologi dell’’Universidad Nacional Autónoma de México (Unam) stanno contando le repliche e in poche ore ce ne sono state 12  più forti di de 5,1 gradi.

Il terremoto è avvenuto un’ora dopo che il governo messicano aveva commemorato le migliaia di vittime del sisma del 1985 e sono stati subito posti in stato di emergenza i quarirtieri di Città del Messico di   Alvaro Obregón, Azcapotzalco, Benito Juárez, Coyoacán, Cuajimalpa de Morelos, Cuauhtémoc, Gustavo A. Madero, Iztacalco, Iztapalapa, Magdalena Contreras, Miguel Hidalgo, Milpa Alta, Tláhuac, Tlalpan, Venustiano Carranza y Xochimilco. Unq decisione che permette di sbloccare subito i finanziamenti del  Fondo para la Atención de Emergencias (Fonden), in modo che le amministrazioni locali possano contare sui fondi necessari per fornire cibo e assistenza sanitaria alla popolazione.