Terremoto in Toscana, dal governo subito 5 milioni di euro per l’emergenza?

[25 giugno 2013]

E’ di stamattina l’ultima scossa sismica (magnitudo 2.3) registrata in Garfagnana e Lunigiana, dove la popolazione si sta confrontando con la paura psicologica del terremoto anche se, fortunatamente, il quadro complessivo dello sciame sismico al momento sembra in miglioramento. «Quella passata è stata una notte più tranquilla – ha riferito il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – mentre oggi 40 squadre di verificatori (20 per la Lunigiana e 20 per la Garfagnana) si recheranno sul posto per verificare i danni».

Il lavoro ovviamente non manca, dato che attualmente risultano un migliaio gli edifici da verificare, mentre altri 340 sono stati già ispezionati e di questi 50 sono stati dichiarati inagibili. Intanto si aspettano da Roma notizie confortanti in merito alla proclamazione dello stato di emergenza. Il presidente della regione ha parlato con il prefetto Gabrielli, capo  della Protezione civile nazionale,  e con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio  Patroni Griffi.

«Mi auguro che già nel Consiglio dei ministri di domani venga approvata la dichiarazione dello Stato di emergenza, che abbiamo richiesto, e che venga effettuato un primo stanziamento di 5 milioni di euro per far fronte all’emergenza e per iniziare a riparare i danni alle strutture pubbliche. Per quanto riguarda i danni subiti dai privati mi sembra interessante la proposta, che ho sentito da alcuni parlamentari, ossia di estendere i benefici fiscali in termini di credito di imposta,  attualmente in vigore per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico,  anche per il rischio sismico».

Per quanto riguarda l’allestimento delle strutture di protezione civile per far fronte alla prima emergenza, in zona è stata inviata una colonna mobile regionale con due unità abitative in grado di offrire 500 posti. Sono presenti inoltre 3400 brande e 3 cucine da campo. La protezione civile nazionale ha inviato invece 5 moduli abitativi, di cui 4 in Lunigiana e 1 in Garfagnana;  2 campi sono stati aperti  in Garfagnana e 1 in Lunigiana.

«Abbiamo garantito ospitalità sul posto – ha aggiunto Rossi – e abbiamo individuato strutture a valle nel caso che diventassero necessarie, augurandoci, naturalmente,  che non lo siano. Abbiamo fatto e stiamo facendo il massimo sforzo possibile».

Nonostante in questa fase sia da gestire il lento ritorno alla normalità, è bene sottolineare ancora una volta l’importanza delle attività di prevenzione, come ha fatto giustamente Rossi: «l’impegno profuso negli anni dalla Regione Toscana per la riduzione del rischio sismico ha prodotto i suoi effetti e ha evidentemente contribuito a limitare i danni. Quando dico, come ho fatto nei giorni scorsi, che sarebbe opportuno rinunciare a qualche F35 e, con i soldi risparmiati, mettere delle scuole in sicurezza, intendo fare una scala di priorità», ha concluso il presidente.