Terremoto in Indonesia, si temono centinaia di vittime. Le Ong italiane già sul posto (FOTOGALLERY)

Agire: «Si scava anche a mani nude». E’ la stessa area colpita dallo tsunami del 2004

[7 dicembre 2016]

Secondo l’agenzia cinese Xinhua, che riporta fonti ufficiali locali, sono almeno 40 le vittime e 190 i feriti provocati dal terremoto di magnitudo 6,4 che ha stamani alle 5,03 ora locale, ha colpito la provincia indonesiana di Aceh, nella punta nord dell’isola di Sumatra,  tristemente nota per lo tsunami del dicembre 2004.

L’addetta stampa dell’ Agenzia provinciale della gestione delle catastrofi di Aceh, Heni Nurmaini, ha spiegato che «Decine di case, palazzi e infrastrutture sono state distrutte da questo potente sisma poco profondo», il cui epicentro è stato localizzato a 18 km a nord-est  del distretto di Pidie Jaya  a una profondità di  10 km.

E’ proprio nel distretto di Pidie Jaya  che si registrano la maggior parte delle vittime e dei danni, ma purtroppo la conta delle vittime potrebbe salire perché sono in corso le operazioni di salvataggio e ricerca dei dispersi. Infatti le Ong umanitarie palano già di almeno un centinaio di morti.

L’esercito indonesiano ha inviato ad Aceh 740 soldati per partecipare alle operazioni di soccorso.

Ad Agire, il  network di 9 Ong umanitarie italiane che stanno seguendo sul terreno le operazioni di ricerca e soccorso, spiegano che  «Il terremoto è arrivato come sempre di sorpresa, al mattino presto, e ha colpito soprattutto le persone che si stavano preparando per la preghiera».

Apriadi, direttore dell’unità di emergenza dell’l’Agenzia di gestione delle catastrofi del distretto, ha detto a Xinhua che «Decine di persone sono ancora intrappolate sotto le macerie. Macchine pesanti sono state mobilitate per aiutare le operazioni di evacuazione. I feriti sono stati trasferiti verso gli ospedali dei distretti».

Secondo Agre, «Dare i numeri delle vittime è cosa insensata in questo momento: dalle macerie a pochissime ore dal sisma, ne sono state già estratte un centinaio. Ma l’area più colpita, il distretto di Pidie Jaya, ha 150.000 abitanti e gli edifici collassati su se stessi sono moltissimi. Fortunatamente l’allarme tsunami è già rientrato e le operazioni di soccorso possono continuare. Si scava anche a mani nude per cercare di estrarre i sopravvissuti dalle macerie. La zona è purtroppo avvezza a terremoti e catastrofi naturali. Le vittime dello tsunami del 2004 furono 80.000 ad Aceh, mentre l’ultimo forte terremoto (7.8) risale solo al mese di marzo. Proprio per l’estrema fragilità del territorio,  le organizzazioni di Agire, ActionAid, Oxfam e SOS Villaggi dei Bambini sono operative da anni nell’area e stanno seguendo da vicino le operazioni di soccorso. Nelle prossime ore saremo in grado di capire se un’attivazione internazionale sarà richiesta o meno. Siamo in ogni caso pronti per il lancio di un appello di raccolta fondi, qualora il quadro della situazione dovesse rivelarsi di una gravità tale da richiedere il nostro intervento».