Terremoto in Iran: più di 300 morti e 5.500 feriti. Colpiti anche Iraq e Kurdistan

Solidarietà di Ue, Italia e Russia. Riaperte le frontiere col Kurdistan irakeno

[13 novembre 2017]

Secondo Pars Today  è salito a 341 morti e a 5,340 feriti (cifre purtroppo destinate a crescere ancora) il bilancio del sisma di 7.3 gradi di magnitudo che domenica sera ha colpito l’ovest dell’Iran  e quasi tutta la parte orientale del vicino Iraq.  Secondo la Croce Rossa /Mezzaluna Rossa, più di 70.000 persone hanno bisogno di un riparo di fortuna solo in Iran.

Secondo l’Usgs, l’epicentro del sisma di 7,3 gradi sulla scala Richeter era localizzato a 25 km di profondità a 32 Kum dalla città di Halabja, tra le montagne della provincia irachena di Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno, a 200 km a nord-est di Bagdad e 400 km ad ovest di Teheran.

Il vice governatore della provincia iraniana di Kermanshah, Mojtaba Nikkerdar, ha detto a PressTV: «Ci sono ancora persone sotto le macerie. Speriamo che il numero dei morti e feriti non si aumenti troppo». AKermanshah sono stati dichiarati tre giorni di lutto.

Il sisma è stato avvertito chiaramente in Turchia, dove non si registrano vittime né danni, Armenia, Kuwait, Arabia Saudita, Qatar ed Emirati arabi uniti. Al terremoto sono succedute numerose scosse di assestamento, almeno  tre sono state superiori ai 4,3 gradi sulla scala Richeter.

La stampa iraniana dice che «Molte delle aree colpite dal sisma sono prive di elettricità e particolarmente difficili da raggiungere da parte dei soccorritori».

L’Iran ha inviato delle squadre di soccorso con elicotteri nelle zone colpite dal sisma e Press TV dice che «Intanto il governo del Kurdistan autonomo iracheno ha ringraziato l’Iran per aver aperto le sue frontiere, attraverso le quali ha iniziato ad inviare medicine anche ai curdi iracheni, le cui zone sono state colpite dal terremoto di domenica notte». Una buona notizia in questa immane tragedia, visto che il Kurdistan irakeno era sotto assedio dopo il referendum che aveva dichiarato l’indipendenza.

La Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Seyyed Ali Khamenei ha espresso le sue condoglianze per le vittime del  terremoto e alle loro famiglie delle vittime ed ha esortato «tutti gli organi governativi, l’esercito, i Pasdaran e  i volontari del Basij a fare tutto il possibile per soccorrere i terremotati». La radio internazionale iraniana Irib dice che secondo Khamenei «E’ dovere dei funzionari del Paese che nelle prime ore dopo il sisma vadano a soccorrere i terremotati con tutti i mezzi possibili per evitare l’aumento delle vittime».

Su Twitter. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni scrive: «Centinaia di vittime in Iran e Iraq. Italia vicina a chi soffre e pronta a offrire aiuti ai Paesi colpiti».

«L’Unione europea è pronta a sostenere le autorità dell’Iran e dell’Iraq a far fronte alle conseguenze del terremoto di ieri sera – ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, prima del Consiglio esteri-difesa Ue di oggi – Quanto accaduto al confine fra i due Paesi è in cima ai nostri pensieri. Voglio esprimere tutta la mia solidarietà  alle famiglie delle vittime e offrire alle autorità  della regione la nostra disponibilità per qualsiasi cosa possano ritenere utile: sappiamo cosa significa affrontare un terremoto di tale intensità».

Dopo il presidente Vladimir Putin, anche il ministro Le ministre russo s delle situazioni di emergenza, Vladimir Putchkov, ha inviato ai  ministri degli interbi di Iraq e Iran dei telegrammi di condoglianze e ha scritto loro: «Fagtemi sapere se le forze e le risorse del Servizio di emergenza della Russia possono essere utili per affrontare questa catastrofe naturale».