Il terremoto, la disperazione, la paura, il dolore, il pudore e la memoria

La vera grande opera pubblica prioritaria per l’Italia: la messa in sicurezza del suo territorio

[25 agosto 2016]

terremoto stronzate

Con un breve comunicato Legambiente «si unisce al dolore delle popolazioni colpite dal disastroso terremoto, a cui esprime la più sentita vicinanza». L’associazione mette a disposizione «tutte le proprie risorse e know how nell’ambito del sistema di Protezione Civile, di cui fa parte, per offrire il proprio contributo alle fasi emergenziali e di ricostruzione». La più attiva e diffusa associazione ambientalista italiana ricorda che «la drammaticità dell’evento ci ricorda, ancora, che l’Italia è un Paese fragile e a rischio sismico. Investire nella riqualificazione degli edifici per renderli sicuri non è più rimandabile. Non appena disponibili, saranno pubblicati aggiornamenti circa le modalità di coinvolgimento dei volontari (info: protezionecivile@legambiente.it)».

Ma quello che farà discutere,  almeno sui social media, è l’intervento della presidente nazionale del Cigno Verde, Rossella Muroni, sulla sua pagina Facebook, dove scrive: «160 morti. Ho passato una giornata in apnea. Sotto choc. I giornalisti che chiamavano per avere commenti dalla presidente nazionale di Legambiente. Io che mi sfilavo imbarazzata. So che sono io la presidente nazionale di Legambiente ma insomma…perché la mia opinione sarebbe importante ad 8/10/12 ore da una tragedia così enorme? Cosa aggiunge? Alla fine un pezzo per il manifesto scritto con grande pudore».

La Muroni aggiunge: «Non vorrei essere fraintesa, non voglio fare la morale a nessuno. Ma oggi ho letto commenti terribili. Pieni di certezze e di odio. Per me l’unica certezza è che tra 20 giorni si parlerà di altro e invece saranno ancora centinaia le persone nelle tende. Per me l’unica certezza è che bisognerà vigilare sulla ricostruzione, sugli appalti, su dove finiranno le macerie. Tra 20 giorni. Ora ci sono i morti, i dispersi, i feriti. I commenti razzisti (“i migranti nelle tende gli sfollati negli hotel”… vorrei sommessamente far notare che si tratta di esseri viventi e per me pari sono sia che siano nati ad Amatrice piuttosto che in Siria. Lo so per molti è una bestemmia. Vi prego levatemi dalle vostre amicizie. Ci tocca condividere il pianeta ma le bacheche anche no) e i selfie in spiaggia mi annichiliscono. Il fervore di quelli che si buttano in auto improvvisandosi soccorritori mi sgomenta. Le polemiche su Renzi mi imbarazzano (ma uno che deve dire in situazioni del genere. Che avrebbe dovuto fare?)».

Di fronte a tutto questo, a un Paese che sembra terremotato nelle stesse regole di convivenza e umanità, diviso tra l’odio insensato che trabocca si Facebook e la generosità dei volontari – anche profughi, anche musulmani -,  la presidente del Cigno Verde si chiede: «Che posso dire allora?»  E risponde: «Io ho solo la certezza che questo Paese avrebbe bisogno di una grande opera pubblica prioritaria ovvero la messa in sicurezza del proprio territorio. Ed accanto che bisognerebbe insegnare agli italiani a convivere con il rischio perché siamo un paese fragile anche dal punto di vista sismico ed idrogeologico. Che dobbiamo cambiare comportamenti (tipo bisognerebbe iniziare a sputare in faccia a quelli che ancora pensano a proporre condoni edilizi per portare a casa dei voti nonché a quelli che poi li votano), sapere cosa fare in caso di emergenza, investire sulla qualità delle nostre abitazioni e qui si il Governo potrebbe fare molto nella prossima finanziaria introducendo detrazioni fiscali x la ristrutturazione sismica degli edifici (estensione ecobonus). Ecco io questo so e vale tra 20 giorni».

La Muroni conclude: «Del dolore, della disperazione, della paura di queste ore non so nulla ma ne ho grande pudore. Ecco, ci vorrebbe un po’ più di pudore. E poi la memoria».